Una giornata particolare
La mattinata è poi proseguita con altre emozioni: quelle che mi ha procurato Canale 5, con la trasmissione delle 8.5o del sabato: Il Loggione .
Come più volte raccontato all'amico Sarcastycon, le mie operazioni di risveglio, di vestizione, e di alzata dal letto, a causa del mio noto e non più celabile "acciacco", durano in media dalla mezz'ora all'ora, a seconda della giornata, poichè la mia, come quella di altri 56000 italiani è una malattia a carattere intermittente, nel senso che ci sono giornate che ti c
Parlo entusiasticamente del programma Il Loggione di oggi, perchè questa mattina mi ha condotto in due luoghi che fanno ormai parte del mio vissuto: Venezia e Arona, e mi ha condotto a perlustrare due eventi per me significativi: Il Barbiere di Siviglia, alla Fenice di Venezia e la mostra dedicata a De Chirico, ad Arona.
Di Arona, in particolare, ne scrivo oggi, mentre parlo del Monte Rosa, perchè essa si trova quasi a metà strada, in linea retta, tra me e il Monte Rosa; sembra quasi al di là di quel campanile che si intravvede dalla foto (cliccare sopra per ingrandirla). Ad Arona è in corso una mostra dedicata a Giorgio de Chirico, principale esponente della corrente ar

Alla mostra, in svolgimento a Villa Ponti di Arona, fino al 28 marzo, sono esposti 130 capolavori del maesto. La copertina del catalogo, che Vittorio Testa teneva gelosamente sotto braccio durante la trasmissione del Loggione, mentre parlava della mostra, raffigura una delle tante piazze italiane dipinte da De Chirico, nello stile metafisico. Quello stile che aveva per un certo periodo influenzato vari pittori italiani dell'epoca, tra i quali Vittorio Viviani. Tra le opere di Viviani, celebre pittore di Nova Milanese, che mi degnò della sua entusiastica amicizia, ve ne sono un discreto numero catalogate nel suo periodo Metafisico. Tra le sue più importanti opere di quel periodo, ed anche tra le sue più belle, vi è senza dubbio una stupenda piazza della Basilica di Desio, dove essa è immortalata sullo sfondo. Dipinta negli anni trenta, ora di proprietà privata, costituisce la copertina di una delle sue più ben fatte biografie, risalente agli anni '80, quando il pittore era ancora in operosa vitalità.
Dulcis in fundo: la lirica.
Trasmesso da La Fenice di Venezia, Il Barbiere di Siviglia è l'opera che forse più di tutte ha contribuito alla mia passione per la lirica. La celebre aria di Figaro, conteso e richiesto da tutti, l'ha oggi magistralmente cantata il baritono Christian Senn . Quand'ero piccolo la sentivo invece spesso cantare da un mio zio, il quale, se non fosse stato per la sua innata timidezza, sarebbe oggi annoverato tra i grandi interpreti della lirica italiana.
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