marshall

giovedì, dicembre 08, 2016

Euforia in borsa dopo il NO al referendum

Doveva essere catastrofe, e invece anche oggi la borsa è positiva.
Con questo risultato siamo vicini al + 10% da lunedì 5 dicembre, giorno successivo alla vittoria del NO al referendum.
Una sola cosa vuol dire: la borsa, le aziende, coloro che creano posti di lavoro e mandano avanti questo paese non volevano più quel genere di governo. Un governo che si reggeva sulla quantità di bugie e illusioni che riusciva a inculcare nella gente.
Questo risultato della borsa, positivo oltre ogni più rosea previsione, ha evidenziato anche un altro dato: in piazza affari c'è gente furba e intelligente che ha saputo dissimulare assai bene l'exploit della borsa in caso di vittoria del NO.

domenica, ottobre 16, 2016

Il mio NO al referendum

Il mio NO al referendum è motivato da ciò che non si legge nel fuorviante e furbesco quesito referendario, ma che poi ci troveremmo a dover accettare supinamente perché verrà scritto nella Nuova Costituzione.

Per esempio, e sempre che non sia una bufala (ma non ho motivo per crederlo), leggevo ieri su Facebook che in uno degli articoli che non vengono adeguatamente pubblicizzati (ma per fortuna c'è la rete che ci apre gli occhi) ci sarebbe scritto che agli ex presidenti della Repubblica verrà elargito un vitalizio annuo di 580.000 euro (48.333 euro al mese = 1611 euro al giorno) .

Perché non viene informata la popolazione anche su questo articolo della riforma costituzionale? Perché non si fa adeguata pubblicità per articoli come questo?
Perché non viene detto, per esempio, che i senatori uscenti non verranno semplicemente rottamati, ma continueranno a costarci?
E via di questo passo.

E allora, per sopperire a queste manchevolezze, lo farà da domani Radio Padania con un apposito programma.

Già dimenticavo di dire che tanto - a detta di qualcuna - gli italiani sono ricchi, .e quindi possono farsi carico, senza fiatare, di ogni tipo di vessazione si voglia loro imporre. Poi però gli stessi  italiani sono pronti a lamentarsi se non trovano lavoro e sono costretti a mandare i loro figli all'estero. Non si pensa che tutte quelle vessazioni scoraggiano chiunque dal creare nuove vere e stabili opportunità di lavoro qui in Italia?

martedì, luglio 05, 2016

Assessorato alla Felicità

Per la serie "IO SONO IO, E VOI NON SIETE UN CA...", ai  milanesi ecco servito l'Assessorato alla Felicità.
 
Dicono che è la democrazia, ma a me da l'idea di fare uso della democrazia in maniera furbesca e arrogante. Messi al vertice dell'istituzione da un esiguo scarto di voti, ci si arroga la pretesa di fare ciò che si vuole.
Eh già, siamo in democrazia.
Non era bastato lo spreco di denaro pubblico perpetrato nel 2006 dalla Regione Toscana con l'istituzione dell'Assessorato alla Pace e Perdono, ci mancava solo l'Assessorato alla Felicità.
E poi incolpano all''evasione i mali dell'Italia. Sprecando soldi a più non posso, dando poi le colpe  all'evasione fiscale se certe cose non le possono fare per mancanza di soldi. Evasione Fiscale dei milanesi, in questo caso. Checchè ne dica qualche benpensante, un simile assessorato è il modo  furbesco per eludere e sprecare soldi pubblici fuori da ogni possibilità di controllo in maniera logica.

Se dovevano creare un posto per giustificare lo stipendio per un assessore, dell'organico di cui si dovrà circondare, degli annessi e connessi, comprese le gite che dovranno fare per far divertire la gente, il dott.Sala poteva inventare qualcosa di meglio, di più costruttivo e di maggiore utilità per tutti i milanesi, anche quelli che non l'hanno votato, e non questo assessorato sprecasoldi.

Dott. Sala, se vuole, qualche idea di come impiegare più proficuamente il denaro dei milanesi potrei dargliela.
Poveri toscani, a cosa era servito l'Assessorato alla Pace e Perdono, se di pace nel mondo da allora non s'è vista nemmeno l'ombra? Poveri toscani che si dovettero sorbire quegli sprechi senza fiatare, ed ora poveri milanesi per questi sprechi.
 
DI TUTTA LA QUESTIONE, UNA CERTEZZA MI CONSOLA: NON SONO DI MILANO.

http://ecopolfinanza.blogspot.it/search?q=Massimo+Toschi

sabato, giugno 04, 2016

Va dove ti porta il quattrino



Questa è coerenza.

A proposito del si di Benigni al referendum per la Costituzione, non so per cosa avesse votato nel referendum per la Costituzione del 2006, ma stando a quello che furono i risultati, suppongo abbia votato anche lui per il NO.
Se ciò fosse, sarebbe la dimostrazione di uno dai pensieri confusi, del tutto incoerenti, nonostante le sue probabili argomentazioni. Sarebbe un altro dei tanti saltimbanco di rango, che forse al referendum del 2006 votò NO solo perchè la legge era stata fatta dalla destra, e non perchè non gli andasse che venisse modificata la Costituzione.

Se a quel tempo si fosse accettata la modifica costituzionale, da allora fino ad oggi si sarebbero già potuti far risparmiare parecchi quattrini alle dissestate casse dello Stato.
Infatti con quella legge, sottoposta a referendum nel 2006, sarebbero stati ridotti il numero dei parlamentari da 650 a 518 e dei senatori da 315 a 252, e se la sinistra a quel tempo avesse collaborato, si sarebbero potuti ridurre ancora di più.
Comunque sia, deputati da 650 a 518 o ancora meno, senatori da 315 a 252 o ancora meno, nei 10 anni trascorsi da allora, avremmo avuto un bel risparmio per le traballanti casse dello Stato.

sabato, gennaio 02, 2016

Un pensiero di Dacia Maraini su Facebook

Su Facebook, affiancata dalla sua immagine con al collo il fazzolettino azzurro, sta circolando una frase di Dacia Maraini sul berlusconismo: 


“Il berlusconismo è la più grande catastrofe culturale del nostro tempo. Forse anche peggio  del fascismo, perché più subdolo e sotterraneo, perché seduttivo e apparentemente vincente. Il berlusconismo ha introdotto la cultura di mercato, quella in cui tutto si compra e si vende, dai senatori alle minorenni”.


Non ho resistito alla scempiaggine di questa frase, e così sono andato a ripescare la lettera aperta che Nessie le aveva scritto nel 2007. L'ho linkata su Facebook e la ripropongo sul blog per le idee, la chiarezza e la  franchezza con cui Nessie aveva affrontato temi di grande attualità in quel momento. Temi che sono diventati d'attualità molto più stringente ai nostri giorni.  

"""09 Novembre 2007

Lettera aperta a Dacia Maraini

Signora Dacia Maraini,
ho notato che la sua rubrica "Il sale nella coda" sul Corriere compare sempre nei momenti topici peggiori per le donne e per l'umanità tutta. Ed è comparsa, puntuale, anche questa volta, nella tragica occasione della morte di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto con il suo pezzo "La caccia allo straniero e l'esempio (cattivo) offerto dagli Italiani" di martedi 6 novembre. Lei parla con un certo sussiego a nome di tutte le donne, senza averne alcuna rappresentatività. E parla (anzi, scrive) per far loro accettare lo status quo della sua political correctness e di quella mordacchia preventiva ideologica progressista, cui è usa. Perché? La sua vocina flebile flebile e perbenino, così come perbenino è la sua sciarpina annodata al collo, modello aristocratica della Rivoluzione Francese, lei la fa sentire solo nei momenti di cataclisma, di apocalisse. Impassibile come una mirata macchina da guerra di propaganda, ma dal rassicurante aspetto di serena colombella. Ricorda l'invettiva della Fallaci dal titolo "La Rabbia e l'Orgoglio" pubblicata in formato lenzuolo sul Corriere? Ebbene con quella sua scrittura un po' così, assai dabbene, lei ebbe il coraggio di sfidare un cavallo di razza come l'Oriana nazionale riversando la sua irenica lenzuolata di replica sul Corsera, a proposito di un mondo che vorrebbe placato e affratellato nonché privo di "scontri di civiltà". E questo l'indomani di quel tragico 11/9.
"Cicala di lusso", la battezzò in quel frangente Oriana nostra. Ma lei non se ne stette e seguitò a frinire ancora con fatua e salottiera civetteria. Lo fece nuovamente l'indomani dello sgozzamento di Hina Salem, e in quel frangente io le inviai un'altra missiva qui. Certo, lei è famosa e ha molti lettori, mentre io ne avrò giusto una trentina. Ma voi firme note, siete assai spesso scollegate dalla realtà e del tutto autoreferenziali. Come autoreferenziali furono e sono le sue amiche femministe che occupano posti all'ONU, nelle Ong, Onlus, nei sindacati, nell'UNICEF, nell'UNESCO, nell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e ovviamente nei partiti della sinistra.


In occasione della morte di Hina straziata da 28 coltellate e col volto rivolto alla Mecca dopo una approssimativa sepoltura, lei non ebbe nulla di meglio che asserire che anche i siciliani commettevano delitti d'onore 50 anni fa. Che è un po' la stessa versione di Giuliano Amato e di sua nonnna col fazzeletto in testa alla "siculo-pachistana". Molti lettori leggendo il suo pezzo rimasero esterrefatti. Ma come? Invece di prendere le parti della vittima trucidata dai parenti, costei si mette a pontificare in favore dell'Islam e a fare bla bla bla sul fatto che non si deve "generalizzare", "criminalizzare una religione", "demonizzare", e via coi luogocomunismi più triti... Non me ne capacitavo...Ma soprattutto non mi capacitavo che non fosse idonea a dire o fare nemmeno "qualcosa di sinistra" nel modo coerente in cui i vostri seguaci si aspetterebbero. E non se ne capacitava nemmeno la grande Oriana sul perché le femministe tacciano, si mostrino islamosuccubi e subordinate al tribalismo fondamentalista, invece che ribelli e in antagonismo verso il medesimo. Ora vedo che ripete lo stesso errore. Il Corrriere gliene dà facoltà. Una donna ha subito un ratto. Sì, uso il termine antico delle tribù rivali, come quello delle Sabine. O come il Ratto di Persefone trascinata agli Inferi da Plutone. E dopo essere stata borseggiata, aggredita forse stuprata, è stata ammazzata e dilaniata orrendamente. In ogni caso la sua resistenza e riluttanza all'aggressore le è costata la vita. E lei cosa scrive? Che il malcontento è esploso con furore, e che tutto questo farebbe pensare a un'Italia con una società virtuosa esente da crimini, ma che invece il nostro paese è stato testimone dei fatti più raccapriccianti come "quel giovane che ha seviziato tre nipotini, maschi e femmine". O come gli amanti e i mariti che uccidono le loro donne a coltellate buttandole nei cassonetti dell'immondizia.


Signora Maraini, perché offre un così comodo alibi giustificativo a chi viene nel nostro paese senza documenti, occupa terreni abusivamente, sfonda case disabitate per installarsi sfrattando i poveretti che ci sono già, ruba, si ubriaca, stupra, uccide e borseggia? E perchè conclude scrivendo che il nostro è un paese i cui esempi non sono dei migliori, dove a nostra volta si ruba, si uccide, si delinque, epperciò non sarebbe moralmente autorizzato a respingere gli altri? Bene, signora, allora mi trovi lei una specie di Città del Sole di campanelliana memoria, un Shangri-là dove non esistono delitti né pene, perché io non ne conosco. Dove si danno solo esempi edificanti tali da giustificare migrazioni massicce con gente bennata e benintenzionata in cerca dell'Eldorado, da accogliere a braccia aperte e senza fiatare. Nelle carceri tedesche, inglesi, americane, francesi, danesi ecc. esistono ladri delinquenti, assassini, violentatori e perfino pedofili autoctoni. Ma mi spiega perché nonostante in molti stati della Ue, abbiano galere in buono stato e una giustizia che funziona meglio della nostra (ci vuole poco), hanno chiesto e ottenuto due anni di moratoria per integrare tutta quest'onda anomala proveniente dalla Transilvania? E mi esplicita come mai per voi femministe il mostro è sempre domestico, lo stupratore è un marito o un fidanzato, e il toccaccione molesto dalla lubrica palpata è solo quel "porco" del vostro collega d'ufficio? Mentre per tutti questi disperati, alcuni dei quali con facce da spavento, provenienti da aree lontane officiate un processo di santificazione e di beatificazione dello stupro?



L'antagonismo femminista è solo contro l'occidente, contro il proprio paese e contro se stesse
Mi ci sono lambiccata tanto e alla fine ho trovato alcune risposte. Non tutte mi soddisfacevano però. Vivendiere rosse dei partiti si sinistra, siete subordinate alla ragion politica tracciata dai vostri maschi, si diceva. Ma non basta. Avete le terga al caldo nei vostri posti dorati e scranni da "quote rosa" nelle istituzioni, nei mainstreams, perciò non volete rischiare la conflittualità con l'islam radicale. Ma non basta . Avete nel DNA il terzomondismo sinistrese perciò siete giustificazioniste coi transfughi di altre zone più arretrate del mondo. Ma non basta ancora.
Alla fine sì, ho trovato la risposta al vostro collateralismo nei confronti dell'islam fondamentalista, dell'immigrazionismo e dei dannati della terra.


Voi odiate la terra che vi ha generato, la vostra patria e la vostra cultura. Voi avete spezzato i vincoli con la Madre (parola che viene da mater=materia) da cui tutti i viventi provengono, negandovi a vostra volta, la possibilità di essere madri, di essere mogli. Voi avete sostituito il termine "moglie" e "sposa", col termine "compagna"; il termine "marito", con "compagno", proprio secondo i dettami delle élites comuniste e socialiste delle varie Internazionali. Voi avete sostituito i figli coi viaggi, il lavoro, la carriera, gli amici. E se questi figli ci sono, sono degli "amici paritetici" e non degli esseri in divenire che necessitano di una vera educazioone e formazione nel rispetto dei reciproci ruoli. Voi odiate il Cristianesimo e la Chiesa con cui siete perennemente in guerra e la vorreste irrilevante e silente sui temi etici. Voi avete trasferito la lotta di classe all'interno della lotta tra i sessi, spezzando il vincolo della famiglia, primo nucleo di quella proprietà privata che avete sempre combattuto. Voi avete svirilizzato perfino i vostri cosiddetti compagni o partner (termine che si addice ad un socio commerciale). E ora che la nostra società è aggredita e non ci sono più uomini veri in grado di difenderla, nemmeno tra i poliziotti, non vi sentite un po' in colpa? E del resto nel vostro mondo "unisex", "androgino" "neutro" e/o transgender o al di là dei generi, fatto di intercambiabilità di ruoli, vi rifiutate perfino di vedere che ci sono aggressori e scontri di civiltà. Sognate una società perfetta, irenica e iridata come le vostre futili bandiere della pace. Ma ogni utopia sottintende una coercizione. E voi siete parte integrante di questa coercizione secondo cui chi ruba, stupra e delinque dev' essere perdonato e non sanzionato, se proviene da mondi lontani dove è possibile quell' inclusione, che dichiarate ai quattro venti sulla stampa in cui scrivete, essere doverosa e obbligatoria qui da noi. Viceversa, se è un connazionale a sgarrare, dev'essere messo alla gogna permanente per molto meno. Se è un padre che sbaglia, gli si devono strappare i figli e non farglieli mai più vedere. E magari gli si deve scucire tutto il denaro possibile fino a renderlo una sorta di paria nella vana ricerca di una giustizia che non c'è. Con una mascolinità ridotta così male in arnese fatta di "mammi" "teneri", "dolci", "cambiapannolini" (parolette vibranti che vi piacciono tanto), come potremmo far fronte alle emergenze che ci sovrastano?


Se il maschio che cercate di soffocare non c'è, allora per procreare potrete sempre consolarvi con la fecondazione in vitro e la manipolazione dell'embrione, no? O mettere insieme un bel DICO con genitore A e genitore B, non importa di che sesso. In Scozia già avviene ed è vietato perfino scrivere MAMMA e PAPA' sui documenti sanitari. Per concludere, il vostro è un pensiero atomistico e frammentario fatto di "donne-tutte-sole" (titolo di un celebre film di Paul Mazursky) e "donne a una dimensione", dove "Io sono mia" (titolo di un altro filmucolo-manifesto tratto da un suo best seller del '77 a cui lei ha collaborato insieme ad una troupe di mediocri femministe). Ma non è la verità.


Una donna esiste anche in relazione ai suoi affetti e al suo entourage. Altrettanto dicasi per l'uomo. Nessun uomo né donna è "un'isola". Insieme formano una società e una nazione che dovrebbe mettere al primo posto il diritto a vivere in sicurezza. Un Paese volto a salvaguardare l' incolumità dei suoi cittadini. Se poi ci sono mele marce anche da noi, in famiglie, case e coppie, sarà affare di un vero stato di diritto, sanzionare con fermezza i reati. E con questo rispondo al quesito finale di quel suo articolo basato su un improbabile ecumenismo irideo (Se non siamo capaci di dare un esempio in casa, come possiamo chiedere agli ospiti di osservare le regole di civiltà che per primi non rispettiamo?). Risposta: non esiste il Paese perfetto, la casa perfetta e la famiglia perfetta. Ma esiste la volontà di volerli difendere e migliorare, signora mia. E stabilire una volta per tutte chi siamo NOI e chi sono GLI ALTRI. """

Nessie

giovedì, dicembre 24, 2015

Per la serie: Dio li fa e il diavolo li accoppia

E' Natale, non bisognerebbe parlar male, ma quando ho letto questo articolo di Giancarlo Marcotti per Finanza in Chiaro non ho potuto farne a meno.
Nel leggere il curriculum vitae di questa vice-ministra sono trasalito: ...se questi sono i nostri vice-ministri, che Dio ce ne scampi.
Questa è anche colei che, se non ricordo male, era stata l'autrice del disegno legge per far pagare l'IMU sulla prima casa per chi avesse Rendita Catastale superiore a 750 €. Il disegno di legge fu anche firmato da 34 parlamentari, ma venne subito ritirato appena si scoprì che la Rendita Catastale della casa della poi vice-ministra era di poco inferiore ai 750 €.


""Dopo tre articoli “seri” sulla Boschi ho pensato che sarebbe stata una buona idea scrivere un articolo più “leggero” non cambiando però di molto argomento, visto che mi occupo di un’altra donna del Pd, non è un Ministro, ma quasi, è infatti un Sottosegretario, ma del Ministero nettamente più importante di tutti, quello dell’Economia, si tratta di Paola De Micheli.
Non so se l’avete presente, ogni tanto si vede in televisione ospite di qualche talk show, non è molto alta, ha una bella facciotta da casalinga e quando inizia a parlare risulta simpatica e ruspante con quell’inconfondibile accento piacentino.
Dico, essendo Sottosegretario (in pratica un vice-Ministro) dell’economia chissà quali titoli accademici dovrà avere, mi viene così la curiosità di visitare il suo sito personale, sul quale viene riportato il curriculum vitae.
Dunque è laureata alla Cattolica di Milano in Scienze Politiche, sapete quella facoltà massacrante che solo pochi riescono a superare perché davvero impegnativa. Facciamo due calcoli, dunque lei è del ’73, si diploma al liceo classico nel ’92 … ok, tutto bene … e si laurea nel 2001
Nel 2001?!?!?
Nove anni?!?!?
Per far Scienze Politiche?!?!?!?
Ma è record mondiale!!!! Tutt’ora imbattuto!
Ma probabilmente dai, nel frattempo avrà anche lavorato, ed in effetti già negli ultimi due anni di liceo si era buttata in politica, diventando membro della Direzione provinciale della Democrazia Cristiana di Piacenza (che ricordiamo è la città emiliana “meno rossa”).
Poi nel ’92 comincia l’Università. Dopo un paio d’anni diciamo “non brillanti” dal punto di vista degli esiti scolastici, e quindi nel ’94, riprende a fare politica. La bufera di tangentopoli aveva spazzato via numerosi “vecchi” del partito, anzi, a dir la verità è stata spazzata via l’intera DC, ora si chiama Partito Popolare e per quasi tre anni lei è responsabile dei Giovani Popolari.
Nel frattempo deve anche guadagnarsi la pagnotta ed allora collabora con una Agenzia di assicurazione oltre che con l’azienda di famiglia.
Due anni dopo … ecco una grande occasione, viene assunta come impiegata dalla prestigiosissima Associazione “Gli eletti dell’Ulivo per Piacenza”, quell’associazione, purtroppo dura solo un anno e mezzo, ma probabilmente serve alla giovane De Micheli per mettersi in mostra e conoscere i “contatti giusti”.
Un anno dopo, infatti, diventa Presidente e Consigliere Delegato (in pratica comanda solo lei) di una cooperativa che fa conserve di pomodoro, la Agridoro scarl, ed in cinque anni riesce nella non facile impresa di farla fallire (ma non cercate questo piccolo particolare sul curriculum, non è riportato), il buco sarà di 4,5 milioni di euro.
Riesce pure ad essere condannata dal Tribunale di Piacenza a pagare una multa di 2.000 euro perché la Agridoro aveva distribuito sul mercato, riporto fedelmente, “merci alimentari in cattivo stato di conservazione, nonché insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”. Insomma anche questo mi sembra un bel record … merci insudiciate … parassiti … proprio una bella aziendina gestita bene. Naturalmente anche di questa condanna sul curriculum non c’è traccia.
Ma probabilmente la De Micheli aveva anche qualche attenuante, dal ’99, infatti, oltre a dover gestire praticamente da sola la Agridoro scarl, è anche Consigliera comunale di Pontenure una ridente cittadina della provincia piacentina.
In quel periodo il Sindaco di Pontenure è Luigi Demicheli.
Demicheli!?!?! Padre? Zio? Fratello? Parente? Non si sa, ma presumibilmente nulla di tutto questo perché il Sindaco si chiama Demicheli (tutto attaccato) mentre lei De Micheli.
E poi il sindaco non ha fatto nessuna carriera politica essendo tutt’ora soltanto un Assessore sempre lì a Pontenure.Lei invece, finita come peggio non poteva la carriera di imprenditrice/manager alla Agridoro, inizia una serie di esperienza lavorative che definirei “vorticose”, nel senso che in ciascuna delle aziende nelle quali viene assunta non ci resta più di qualche mese, è lei che se ne va via? Sono le varie aziende a cacciarla? Non si sa! Rimane il mistero, comunque dapprima viene assunta come impiegata dalla Global Chef, passa poi alla Berni spa, quindi alla Antonino Russo spa per finire nel dicembre del 2005 al Consorzio Cooperativo Conserve Italia.
I miei più attenti lettori ricorderanno di certo che di questo Consorzio mi sono occupato poco tempo fa quando ho pubblicato un articolo sul fallimento della Cirio.
La nostra De Micheli lavora in questa mega-iper-super Cooperativa per poco meno di due anni con la qualifica di “Manager”.
Poco meno di due anni, perché nel frattempo la sua carriera politica ha avuto una svolta. Nel frattempo, infatti, è scomparso anche il Partito Popolare e dal gennaio del 2006 lei diventa Membro dell’Esecutivo della Margherita provinciale di Piacenza. Gli ex DC/Partito Popolare, diventati La Margherita si avvicinano agli ex PCI diventati Democratici di Sinistra e dalla loro unione nasce nel 2007 il Partito Democratico.
Fra gli ex PCI diventati Democratici di Sinistra c’è un personaggio politico di quella zona (il piacentino) estremamente influente e con un ruolo di primo piano nella politica italiana, Pierluigi Bersani, e la De Micheli riesce proprio a farsi ben volere da lui.
Nel giugno del 2007 il grande salto, viene nominata membro della direzione del Partito Democratico di Piacenza, Assessore alle risorse umane ed economico finanziarie del Comune di Piacenza e quando Bersani diventa Segretario del PD entra a far parte del Dipartimento economia del partito diventando nientepopodimeno che responsabile nazionale delle piccole e medie imprese.
Mi immagino la scena, Bersani che chiede alla De Micheli
“che hai fatto nella vita?”
“Ho guidato una cooperativa” avrà risposto lei,
“e come è andata a finire” avrà ribadito il Segretario del Partito,
“l’ho fatta fallire!”


“Perfetto! Il curriculum è perfetto!” avrà chiosato Bersani, quindi subito nel dipartimento economia del partito (quello guidato da Fassina!) e Responsabile nazionale delle piccole e medie imprese.
L’anno successivo è già a Montecitorio diventando membro della Commissione “bilancio”, sempre per essere coerenti.
Una carriera fulminante, ma non è ancora finita.
La De Micheli deve avere davvero fiuto (o fortuna), entra come Membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione TrecentoSessanta, un’Associazione fondata da un personaggio destinato, al contrario di Bersani che non ci riuscirà mai, a diventare negli anni a venire, Presidente del Consiglio: Enrico Letta.
Attaccandosi ancora una volta al carro giusto la De Micheli comincia a sentir profumo di incarico governativo che arriva con il Governo Renzi.
Renzi infatti ha fatto fuori Letta, ma qualcuno del suo entourage (di Letta intendo) ha dovuto metterlo nel suo Governo, ed allora liquidati gli esponenti di maggior spicco si tira dentro la De Micheli considerata una che va “dove tira il vento”.
Ed eccocela qui!
Sottosegretario all’Economia del 63esimo Governo della Repubblica italiana
Paola De Micheli, una che ci ha messo nove anni per laurearsi in Scienze politiche, una che in una trasmissione televisiva (già Sottosegretario all’economia) dice che in un Paese la cui moneta si svaluta del 30% anche il suo Pil perde il 30%, quindi una totale analfabeta in campo economico è Sottosegretario all’economia del Governo italiano!!!
Non è una barzelletta, però, dai, fa ridere!""


Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

lunedì, giugno 01, 2015

Il danno prodotto dai Papponi

In un articolo del Cittadino di Monza e Brianza del 30 maggio 2015 c'è la storia degli ex-onorevoli di questa provincia che prendono il vitalizio, i cosiddetti PAPPONI. I primi 10 di tali cosiddetti PAPPONI   hanno finora incassato 3.368.993 € in più di quanto versato. Se solo i primi 10 di questa provincia hanno prodotto un tale scompenso, è del tutto evidente che l'INPS non potrà reggere, e a breve se ne vedranno le conseguenze. A Renzi il compito di porvi in fretta rimedio, anzichè pensare ad altro. 


 

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