La fuga degli intellettuali dal Fli
Il Fli ha basato la sua linea politica tutta sull'antiberlusconismo, anzichè sui problemi reali del paese, da portare a compimento (vedere anche i seguenti post: Le manfrine del Fli, Sui gonzi creduloni, Discesa in campo dei PM, e tanti altri, cui si può accedere digitanto la parola chiave che si desidera, nel rettangolino in bianco in alto a sinistra), ma visto che gli è andata male, sul desiderio di far fuori Berlusconi sui vari fronti aperti, hanno inventato il terzo polo, diventando però di fatto subalterni di altri; al che, pian piano i suoi intellettuali, non d'accordo, se ne stanno andando alla chetichella.
D'altronde, ho sempre diffidato dei grandi oratori, quelli dal cervello "finemente arguto", e Fini lo impersona bene un tal personaggio. Ha una gran parlantina, come dimostra anche nel video qui sotto; una grande padronanza della nostra lingua parlata, ma sotto sotto di sostanza ne vedo assai poca. La vetta della sua arte oratoria, l'apoteosi, l'ha toccata nel filmato da 10 minuti qui sotto, nel quale prometteva le dimissioni qualora si fosse scoperto che la casa di Montecarlo era di suo cognato. Ma le dimissioni non le ha ancora date, e, a quanto sembra, se ne guarda bene; intende starsene lì fino alla fine della legislatura!
E' strano che anche tutti gli altri del Fli, oltre agli intellettuali che invece se ne stanno rendendo edotti, non si siano ancora resi conto di essere stati manovrati per un desiderio di vendetta personale di Fini contro Berlusconi! Strano come si siano fatti manipolare così bene. A questo punto, non mi resta che ammettere che sarebbe stato molto meglio un accordo preelettorale con La Destra di Storace. In un post successivo racconterò di aneddoti riferentesi alla sua terra, il cassinate. Leggende metropolitane che sentivo raccontare quando frequentavo quella terra negli anni '70, su furberie, malversazioni, ruberie ai danni dello Stato, quando a Roma governava la vecchia DC, ed era stata fatta la legge sui trasferimenti di risorse dallo Stato ai comuni in base a quanto era stato speso l'anno precedente, più un determinato tasso di interesse per coprire l'inflazione. E il Fli è contrario alla legge sul federalismo fiscale. Anche da quelle leggende metropolitane, che ho vissuto direttamente, se ne potrebbe dedurre il perchè.
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