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domenica, novembre 28, 2010

ESEMPI DA NON IMITARE



Nelle due foto vedete due cattivi esempi da non assolutamente imitare: l'onorevole Bersani che scala il tetto della Sapienza di Roma, per manifestare assieme ai giovani contro la legge Gelmini, e il noto cantante Venditti, salito sul tetto dell'Università per solidarizzare con i giovani; l'uno ripreso anche da tutti i telegiornali nazionali col sigaro in bocca mentre da la scalata al tetto, l'altro, in atteggiamento fin troppo palesemente pubblicitario della propria immagine, contenente anche i suoi famosi occhiali e l'immancabile sigaretta, mentre si fa riprendere volutamente assieme allo studente, quasi a voler dare vistosa pubblicità dei due oggetti.

Esempi entrambi altamente negativi, se si tien conto del fatto che nel mondo ogni anno muoiono 600.000 persone a causa del fumo di sigaretta (complicazioni polmonari e cardiache), e di questi 160.000 sono bambini. Vi è inoltre da ricordare che la morte per cancro ai polmoni è la prima causa di morte nel mondo e che, senza il fumo delle sigarette, il cancro ai polmoni diverrebbe una malattia rara: è quanto asserito dalla dottoressa Giulia Veronesi dall'ospedale San Raffaele di Milano, venerdì sera, nel corso dell'intervista di Emilio Fede del Tg4, per parlare dei nefasti effetti sull'organismo umano, provocati dal fumo passivo di sigaretta, cioè il fumo prodotto da coloro che fumano sigarette in ambienti chiusi, ma anche aperti, ma densamente affollati, e forzatamente respirato anche da coloro che in quel momento stazionano in quell'ambiente o quel luogo.

Il Tg4 di ieri delle 11.30 è tornato sull'argomento del fumo passivo, intervistando un altro emerito professore dell' Ospedale San Paolo di Milano, il quale ha ribadito testualmente che il catrame presente nella carta delle sigarette non viene assorbito solo dal fumatore che tiene in bocca la sigaretta, ma anche da chi è costretto a respirare aria impregnata del fumo di sigaretta prodotto da altri: E quindi costui, il cosiddetto fumatore passivo, è soggetto egli stesso alle stesse probabilità di ammalarsi di cancro polmonare o di malattie dovute a cattiva circolazione sanguigna per il restringimento delle vene, dovuto a sua volta dall'accumulo di catrame sulle pareti delle vene stesse.


Ecco perchè le due immagini sopra sono fortemente negative.

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venerdì, gennaio 15, 2010

Sclerosi Multipla: un filo di speranza

Nota: Ricevo via mail, e pubblico.
Se i mittenti non sono d'accordo sulla pubblicazione, prego comunicarmelo e annullerò il post.
E' un'importante comunicazione riguardante gli ammalati di sclerosi multipla. E' una speranza in più per mitigare gli effetti devastanti che la subdola malattia porta con se. In sintesi, questa è un genere di Pubblicità Progresso.

Il 23 gennaio a Vicenza si terrà la Conferenza su: CCSVI e Sclerosi Multipla, indetta dalla Fondazione Smuovilavita ONLUS.

Ho letto il contenuto della comunicazione, ed ho provato ad immaginare di sottoporre la mia conformazione fisica a tale sperimentazione. Non mi creo facili illusioni, ma pensando ai punti salienti, riguardanti l'originale modalità d'approccio alla malattia, da parte del prof.Paolo Zamboni, credo nelle buone possibilità di riuscita della sua intuizione, basata essenzialmente sull'abbassamento dei livelli di metalli pesanti ristagnanti nelle microvene collegate al cervello di tali ammalati.
Oltretutto, l'esperimento è assolutamente indolore e non necessita di ricovero ospedaliero (problema grosso, per chi ha questa malattia, il quale deve dipendere molto da altri): meglio di così...!
Non potrò certo partecipare al convegno, per il quale ho ricevuto l'invito, ma ne seguirò con attenzione gli sviluppi. La moglie del prof.Zamboni è affetta da dieci anni da questa malattia: lo stesso periodo mio. L'intuito è nato sotto il suo tetto. Nel mio caso è avvenuto leggendolo ed immaginandolo.

"Di cosa si tratta?
Resta ancora un esperimento ed in Italia la sanità ministeriale mantiene le distanze, ma per i malati di sclerosi multipla la scoperta del prof. Paolo Zamboni, ricercatore dell'Università di Ferrara, è già una speranza.

Il dott. Paolo Zamboni - che è in linea diretta, fra l'altro, con Vicenza e la Fondazione Smuovilavita, e presenterà la sua ricerca nel convegno in programma il 23 gennaio all'Alfa Fiera hotel - ha scoperto una malattia vascolare, la CCSVI, sigla inglese per Insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che risulta presente almeno nel 90 per cento delle persone affette da sclerosi multipla.

«Questi malati - spiega - hanno le vene cerebrali che non funzionano bene. La ragione è che si sono ristrette. Un fatto che probabilmente era sfuggito perché non si trovano all'interno del cranio, ma all'esterno, nel collo e nel torace, molto più vicine al cuore che non al cervello. Ebbene: abbiamo scoperto che questo problema è peculiare della sclerosi multipla».

La Ccsvi si può diagnosticare con un ecodoppler speciale, e si cura con un piccolo trattamento endovascolare in day hospital, cioè senza ricovero, bisturi e anestesia generale.

«Con una puntura endovenosa si fa navigare un catetere nelle vene del paziente. Quando le raggiunge gonfia un palloncino che permette di dilatarle. Questa terapia riduce le ricadute, il numero di lesioni cerebrali e spinali, e migliora la qualità della vita».

In pratica nulla di diverso dalla classica angioplastica: solo che la procedura si effettua all'interno delle vene, non nelle arterie.

L'ostruzione venosa impedisce al sangue di scorrere normalmente nel cervello, e questo, secondo il professore ferrarese provoca depositi di ferro, danneggia il tessuto cerebrale ed i neuroni.

Zamboni, 53 anni, direttore del centro malattie vascolari dell'università di Ferrara - lavora in abbinata con il neurologo bolognese Fabrizio Salvi e un team di 15 collaboratori - ha convinto la Multiple Sclerosis Society of Canada, all'inizio molto diffidente, e poi gli studiosi del Jacobs Neurological Institute canadese, che hanno lanciato un'indagine su un migliaio di pazienti affetti da sclerosi multipla: i risultati usciranno sul Journal of Vascular Surgery.

Ha avuto consensi pure a Londra al 31° Charing Cross International Symposium, uno dei più importanti al mondo. La sua ricerca (“The Big Idea") è uscita sulla rivista della Royal Society of Medicine di Londra. E per sostenere il suo impegno è nata a Bologna la Fondazione Hilarescere.

La chiave della sclerosi multipla non si troverebbe solo nel sistema immunitario ma anche nelle vene. Zamboni, che si interessa di sclerosi multipla da un decina di anni, da quando la moglie Elena è stata colpita dalla malattia, ha forse aggiunto un prezioso tassello nella ricerca delle cause scatenanti della sclerosi multipla.

Il legame tra CCSVI e SM è stato esaminato in uno studio sperimentale guidato dal Professor Paolo Zamboni in collaborazione con il Dottor Fabrizio Salvi, neurologo dell’Ospedale Bellaria di Bologna ed il Dottor Roberto Galeotti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. Tale studio è stato finanziato dalla Fondazione Hilarescere di Bologna di cui è presidente il Professor Fabio Roversi-Monaco.

Lo studio ha permesso di diagnosticare la CCSVI in tutti i malati di SM presi in esame e di attuare per essi un primo intervento di cura.

I dati provenienti dalle successive sperimentazioni di Buffalo e Polonia confermano una corrispondenza strettissima tra CCSVI e SM che si attesta, ad ora, attorno al 90%. Questa correlazione ha spinto il Neuroimaging Analysis Center di Buffalo, NY, a validare la teoria su un campione più ampio di 1100 pazienti e 600 controlli; i primi risultati di tale studio sono attesi per fine gennaio.
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giovedì, settembre 17, 2009

Le malattie che ritornano

Questo post è la risposta da me data a Nessie, per il suo ultimo articolo L'assalto al Carroccio .

Nessie, hai detto bene: "lebbra, ebola, sifilide, tbc o altre malattie contagiose, ci sono i vaccini uguali per tutti, di cui non conosciamo gli effetti collaterali". Sifilide: sembrava scomparsa e invece sta riapparendo in forma forse più brutale. Andrea Vitali, lo scrittore di Bellano, che nella vita fa anche il medico di base, la conosce assai bene. Nel romanzo "Una finestra vistalago" descrive meticolosamente quali siano le tre prove che stabiliscono con certezza chi sia affetto da tale malattia. Non solo, descrive anche in che modo atroce un malato del genere poi muoia. Vaccini o antidoti: chiedere a chi li usa.
Degli effetti collaterali cui possono portare vaccini e antidoti, chiedere ai sardi e ai corsi che, per sconfiggere la malaria, si sono poi tirati in casa almeno il dopppio, se non il triplo o il quadruplo, rispetto alla media nazionale, di casi di sclerosi multipla. Malattia, quest'ultima, che non si augura a nessuno. E tu Nessie sai che io so cosa voglia dire questa malattia. Non si creda, quindi, che si risolva poi tutto con farmaci, vaccini, antidoti. Come dicevano gli antichi: meglio prevenire che curare. E, per tenere lontane le bestiali malattie di cui sopra, malattie che si affacciano o riappaiono qui da noi, non c'è altra strada che fare un attento controllo sanitario dell'immigrazione, oppure chiudere le frontiere. Con buona pace, così, di tutti gli amanti della globalizzazione totale.

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sabato, marzo 07, 2009

La Gardenia dell'AISM


Oggi e domani, in 3000 piazze italiane i volontari dell'AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla vendono fiori per sostenere la ricerca contro la Sclerosi Multipla. Il fiore scelto è la gardenia, fiore preferito da Coco Chanel, come hanno detto stamattina a Rai1, in "Sabato e Domenica", per annunciare l'evento principale di questo fine settimana. E' la quarta volta che parlo di queste giornate raccolta fondi, in questo blog; oggi c'è un motivo in più.

Nutrivamo molte speranze nelle cellule staminali, tanto che Federico Rampini, parlando anche lui, nel suo best seller "Il secolo Cinese" (Ia edizione aprile 2005), dei viaggi della speranza in Cina, aveva acceso molte speranze agli affetti da tale malattia. Finalmente ieri sera ho avuto una conferma alle mie perplessità, se affrontare o meno quel viaggio. L'intervista ad un neurologo del San Raffaele di Milano, mandata in onda ieri sera nel programma Le Iene su Italia 1, ha fugato ogni mio dubbio. Le cellule staminali, che Federico Rampini nel suo libro a pagina 107 intitola "Gli embrioni della speranza", allo stato attuale degli studi non sono ancora la soluzione alla malattia, nè, tanto meno - e su questo è stato molto esplicito il neurologo - devono indurre a false speranze. Sono andate poi in onda interviste a chi ha affrontato quel viaggio in Cina (costo 20.000 dollari, solo per intervento e degenza), che si è risolto in un nulla di fatto. "Da quasi subito": è stata la dichiarazione degli intervistati.

Ragioni in più, queste, per farmi andare dritto per la mia strada.
I lettori assidui di questo blog avranno imparato ad apprendere che ne sono affetto da nove anni, più altri quattro di latenza silente, e altri quattro anni di piccoli segnali premonitori. In totale, sono diciassette anni da che la mia vita ha dovuto modificare le sue abitudini per non farsi sopraffare dalla malattia, cercando di scoprire, giorno dopo giorno, nuove ragioni d'essere.

Vado dritto per la mia strada. Ho imparato a non credere più a certe "favole". Ho imparato a convivere col mio essere me stesso, così per come sono diventato, senza più celarmi e nascondermi a nessuno; tanto più che tale malattia non è contagiosa, nè infettiva, nè mortale.

Se questo messaggio potrà servire di incoraggiamento e sostegno a coloro che sono stati, o che verranno colpiti dalla malattia, ne sarò ben lieto.

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sabato, ottobre 11, 2008

Una Mela per la Vita

Oggi e domani, 4 milioni di mele verranno distribuite in 3000 piazze italiane per “Una Mela per la Vita”, l’iniziativa di solidarietà nata per sostenere la ricerca scientifica e potenziare i servizi sanitari e sociali per le persone con sclerosi multipla. In particolare il progetto “Giovani oltre la sclerosi multipla”. E per combattere la sclerosi multipla Gianluca Zambrotta dà appuntamento nelle piazze italiane con un messaggio “colpire la sclerosi multipla oggi è possibile”

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martedì, settembre 09, 2008

Sclerosi multipla: aiuto da un farmaco?

Reuters - 09/09/2008 17:31:24
LONDRA, 9 settembre
I farmaci antianemici, che alcuni atleti usano clandestinamente per migliorare le proprie prestazioni, sembrano agire positivamente anche sulla memoria, secondo quanto annunciato oggi da alcuni ricercatori tedeschi.Il loro studio mostra come l'eritropoietina, o Epo -- ormone glicoproteico usato ad esempio per incrementare la produzione di globuli sanguigni in pazienti anemici affetti da tumore -- influisca sulle cellule nervose del cervello dei topi migliorandone la memoria.La scoperta potrebbe dimostrare che dell'ormone può essere utile per la cura di disturbi cerebrali come schizofrenia e sclerosi multipla, secondo quanto hanno scritto Hannelore Ehrenreich e colleghi dell'istituto tedesco Max Planck in un articolo pubblicato sulla rivista "Bmc Biology" edita da BioMed Central.

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sabato, maggio 06, 2006

Sclerosi Multipla: prevenzioni e cure

Con questo post vorrei dare un piccolo contributo di idee alla ricerca scientifica, affinché intensifichi e affronti, con maggior vigore, gli studi per arrivare alla soluzione dell’enigma che c’è dietro la nascita e lo sviluppo della Sclerosi Multipla.
E molte idee mi sono venute leggendo i Post della Bloggista *apeindiana*, collegandole poi a mie esperienze e trascorsi di vita.
La Bloggista *apeindiana* parla molto appassionatamente della sua India: comportamento, religione, alimentazione, usanze, tradizioni, ecc.
C’è un episodio della mia vita, riguardante la mia malattia, la Sclerosi Multipla, che collego indissolubilmente all’India.
E’ un episodio attraverso il quale, studiandolo minuziosamente e approfondendolo, si potrebbe arrivare ad una chiave di volta nella soluzione dell’enigma che avvolge ancora questa malattia. Enigma riguardante le cause che la innescano, che la fanno insorgere e che la sviluppano senza possibilità di contrastarla e arrestarla.
Cinque anni fa ero ricoverato per le cure di routine. Mentre passeggiavo molto faticosamente e appoggiato al corrimano del corridoio, notai che un giovanotto, in visita ad una degente anziana, mi squadrava. Vista la sua insistenza, per me ossessiva, mi feci coraggio, mi accostai a lui e gli feci capire che volevo conoscere il motivo per il quale mi scrutasse in quel modo. Ero all’inizio della malattia, ed essere rimirato in quella maniera mi procurava un senso di notevole disagio per via della nuova condizione che mi trovavo a dover imparare a vivere da quel momento in poi: prima ammirato per prestanza, ora, pensavo, soggetto a compassione. Cercavo quindi di capire, per dominarli, gli aspetti psicologici che avrei dovuto affrontare nel proseguo della mia vita.
Con quel ragazzo che mi scrutava, s’instaurò, da subito, una forte amicizia, durata, ahimè, solo il periodo del mio ricovero e proseguita con qualche telefonata. Mi ero quasi aggrappato a lui come ad un’ancora di salvezza: aveva dei segreti da rivelarmi su come sopravvivere a questa malattia. Segreti o semplici accorgimenti che non ebbi modo di appurare fino in fondo.
Il punto è questo: era anche lui ammalato di sclerosi multipla e capii perché mi squadrasse a quel modo e si stupiva del mio modo di ancedere, mentre lui era ritto in piedi, e non seduto, e senza alcun appoggio, a conversare e a premurarsi tranquillamente per sua madre distesa sul letto e camminare tranquillamente.
E mi raccontò la sua storia che riporto qui brevemente quale contributo alla via della ricerca.
All’età di 21 anni aveva avuto una grossa delusione d’amore. Un amore così grande che, se interrotto, non puoi uscirne così a cuor leggero. Infatti lui, nell’attimo della percezione dell’abbandono definitivo, sentì come una grossa scarica elettrica attraversargli tutto il corpo, che lo fece barcollare e dovette appoggiarsi per non cadere.
A suo dire fu la causa che segnò l’inizio della sua malattia: una grande delusione amorosa.
I giorni successivi a quell’evento furono contrassegnati da visite mediche, ricoveri, fino ad arrivare alla diagnosi: sclerosi multipla.
Stette quattro anni sulla sedia rotelle: cortisone, interferone. Sempre peggio.
Un suo amico (quello del “chi trova un amico trova un tesoro”), amante di quel subcontinente, lo portò di forza e di “peso” in India. E li stette sei mesi, o forse un anno, o forse più. Dovette forzatamente alimentarsi con cibi locali, e vivere la vita di là.
Tornò in Italia, ritornò in India. Fece la spola due, tre volte.
Dopo quattro anni di sedia a rotelle e di quella vita, avanti e indietro con l’India, ABBANDONO’ LA SEDIA A ROTELLE e ricominciò a camminare.
Nel 2001, quando lo conobbi, erano già sei anni che viveva fuori dalla sedia a rotelle. Aveva sì altri problemi connessi con la malattia: problemi alla trachea, con interventi chirurgici subiti per migliorare la respirazione, aveva problemi vescicali, ecc. Ma era autonomo e indipendente ed viveva da solo. E quindi doveva farsi tutto da solo.
DUE VOLTE ALL’ANNO si reca in India a procurarsi gli alimenti. Non so di che alimenti si tratti: non ho avuto mai modo di appurarlo, anche perché su questo argomento voleva mantenere UN SUO SEGRETO.
Era diventato di religione INDUISTA fervidamente praticante e, per i dettami di quella religione, credeva nella REINCARNAZIONE. E quindi non mangiava più carne rossa: solo carne bianca e vegetariano. Dedicava molto tempo alla meditazione e alla contemplazione: e con ciò, ricostruiva la sua vita, si rigenerava.

Il dottor Scapagnino, penso sia suo figlio, non lui, ha vissuto un lungo periodo in India per studi e osservazioni su quella popolazione. E ha verificato che gli indiani autoctoni sono immuni da certe malattie neurologiche che affliggono i paesi “occidentali”, quali, sclerosi multipla, parkinson, alzhaimer.
Collegando la storia di quel ragazzo con i risultati di questa ricerca, vengono alla mente alcune ovvie domande:

E’ quindi acceso un altro filo di speranza per chi ha contratto queste malattie, o è solo pia illusione?

E’ solo con il rigenerarsi e rinascere alla vita primordiale che si possono combattere e contrastare certe malattie?

Certamente in queste esperienze di vita ci sono le chiavi per dare parziali risposte a questi interrogativi. Vanno cercate e studiate.

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domenica, aprile 30, 2006

Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla

Io la combatto..................vivendo
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