marshall

giovedì, dicembre 09, 2010

L'alibi tagli alla cultura

Pubblico il commento scritto per Johnny doe, per il post Democrasserie.
La questione è sorta in seguito alla lettura del proclama contro i tagli alla cultura, fatta dal direttore d'orchestra Daniel Barenboim nella serata inaugurale della stagione lirica invernale alla Scala di Milano.
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...sai cosa devi dire a Barenboim? visto che ha cantato il de profundis della cultura italiana, a causa dei tagli di spesa fatti dal governo? Beh, insomma, devi dire a Barenboim che i proclami, quando si fanno, si devono fare completi. In buona sostanza deve dire alla gente, tutta la gente, che se non vogliono i tagli - tagli di qualunque genere, sia ben inteso - la gente deve accettare più tasse. E poi vedrai come saran tutti felici, e come lo staranno tutti ad ascoltare, quando gli si preannuncia che dovran metter mani al portafogli!
Devi sapere, infatti, che i miei vicini di casa, i miei condomini, per 20 euro all'anno da sborsare, per una miglioria del caseggiato, che avrebbe migliorato l'immagine del condominio e sarebbe stata anche un'opera di solidarietà verso i meno fortunati attuali e futuri - si son venduti l'anima, negando il loro contributo all'installazione di un servoscala per disabili. Johnny doe tu conosci già la questione, per aver letto e commentato quel post (leggi qua). Oggi quel servoscala serve a chi serve, ma un domani potrebbe servire a qualunque altro di loro.

Morale della favola: si fa presto a farsi belli con i proclami contro i tagli alla cultura o chicchesia, o inscenare manifestazioni contro i tagli; ma se poi per poterli evitare devi per forza aumentare le tasse...apriti cielo.

A proposito di tagli o non tagli alla cultura, la GPG FILM - Grilli Perego Grilli ha prodotto un buon film (questo), senza dover ricorrere ai contributi statali, e, con la stessa modalità, ne sta ora approntando un altro (leggi qua).
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Aggiornamento
Ieri sera ho dimenticato di trascrivere la parte più interessante e più sapida del commento di Johnny doe, la seguente:

Sai che a volte penso sia meglio che berlusconi perda, per vedere all'opera questi carneadi!
Se non fosse perchè ci manderebbero in rovina, ci sarebbe da ridere.
Togliendogli l'alibi di Berlusconi, che farebbero?
Tutti disoccupati, lui è l'unico che da loro da mangiare, scrittori compresi che sputano nel piatto dove mangiano (Mondadori).
Si lamentano ma non se ne vanno mai.

Hai detto bene Johnny, ed è una storia che si ripete ormai da secoli e secoli, e forse da sempre. Pensa che nel 1450 era successa una cosa analoga. Siamo nel ducato di Milano dove dominato da quasi due secoli i Visconti (vedi Battaglia di Desio, 1277, quando inizia il dominio incontrastato dei Visconti su Milano). Alla morte dell'ultimo maschio della dinastia, Filippo Maria Visconti, sembrava che il regno dei duchi fosse terminato. I milanesi, illudendosi di essersi finalmente liberati del despota, cosa fecero? Approfittando del fatto che l'unica figlia legittima del Visconti, Bianca Maria, si trovava nelle Marche col marito, per occuparsi di quello stato, i milanesi fondarono la Repubblica Ambrosiana. Ebbene, e per farla breve, la repubblica durò tre anni, finchè furono presi per fame da Francesco Sforza, il quale ricostituì il ducato, dando inizio al Rinascimento milanese, con l'arrivo di Leonardo da Vinci da Firenze, e tanti altri. I milansesi, che credettero di essersi sbarazzati dei Visconti, si affidarono così alle braccia e al dominio dello Sforza, suo genero. In quei tre anni di repubblica per sfamarsi i milanesi arrivarono perfino a doversi nutrire di cani, gatti e, da ultimo, perfino topi. Tutto questo per dirti che tutti questi tromboni che starnazzano (non da ultimo quel Di Pietro che ancora ieri è tornato a tuonare contro Berlusconi perchè dice che è sceso in politica per farsi gli affari suoi) non fanno altro che pensare al proprio interesse personale, o del proprio gruppo di appartenenza, altro che interesse generale o il bene della nazione!

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