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venerdì, novembre 26, 2010

BELLA ITALIA. Alla faccia di chi ci vuol male

In contrapposizione alle tante cassandre che gioirebbero nel veder l'Italia andare a rotoli (vedere post precedente) per poi papparsi tutto il nostro meglio con quel che si dice "due cocomeri e un peperone", pubblico il seguente studio fatto a sorpresa da Citigroup, su società italiane quotate a Piazza Affari, le cui quotazioni sono a prezzi di saldo e sono nettamente inferiori a quelli di corrispondenti competitor internazionali, per quanto attiene i dati fondamentali di borsa.
"BELLA ITALIA Troppi gufi in volo sulla Penisola
Websim - 26/11/2010 17:10:30
Giornata nera per le Borse europee che soffrono per i timori sul debito pubblico di Spagna e Portogallo. Per molti commentatori Madrid e Lisbona saranno le prossime vittime della crisi. E dopo? C'è chi ha già allungato la lista inserendo, ovviamente, l'Italia. A sorpresa, Citigroup scende in campo per confutare questi ragionamenti.

Secondo un lungo studio di Citigroup, la Borsa milanese da inizio anno è stata eccessivamente penalizzata, con una performance peggiore anche delle Borse di Portogallo e Spagna e sta sottoperformando del 9% rispetto alla media europea. Le azioni di Piazza Affari sono fra le più a buon mercato in Europa.

La forte penalizzazione della Borsa milanese non trova giustificazione nei fondamentali economici del Paese. Citigroup ha stilato una classifica da cui risulta che l'Italia ha un rischio sovrano, calcolato sulla base di una scala che tiene conto di crescita del Pil, deficit e debito pubblico, pari a 78, inferiore alla Francia (85) e nettamente al di sotto di Spagna (103), Portogallo (113), Irlanda (114) e Grecia (127). La Germania è a quota 57.

Se poi si vanno a vedere i multipli della Borsa italiana presa nel suo complesso, emerge che le
società italiane quotano a un prezzo sul patrimonio netto a sconto di quasi il 50% rispetto alla media europea.

Anche nella classifica basata sul P/E medio (il rapporto fra prezzi delle azioni e utili attesi) siamo quartultimi su 16, davanti solo a Austria, Grecia e Spagna. Una penalizzazione ingiustificata, spiegano gli economisti di Citigroup.

Per quanto riguarda la finanza pubblica, spiega il report della banca Usa, l'Italia ha un avanzo primario, il che vuole dire che se non si contano le somme che vanno per pagare gli interessi, le entrate dello Stato sono superiori alle spese. Una situazione ben rara nell'Eurozona, che accomuna l'Italia solo a Finlandia e Germania.

Secondo Citigroup l'eccessivo pessimismo del mercato sull'Italia si legge anche dai Cds (credit default swap, contratti di assicurazione contro il rischio di fallimento di un Paese), che sono ai livelli più alti dietro solo a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna. Stesso posizionamento sui rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni, dove siamo tra i peggiori cinque Paesi in Europa.

Questa situazione pesa anche sui mercati azionari dove la nostra performance è addirittura peggiore di alcuni Paesi periferici dell'Unione. Citigroup ha verificato che non esiste nemmeno un problema di crescita legato alle nostre aziende, anzi in media le blue chip italiane sono maggiormente esposte (30%) ai mercati emergenti delle media europee 23%. Ancora, il livello di indebitamento di molte blue chip è sotto controllo.

Un'ottima occasione di acquisto. Tra i maggiori titoli quotati, gli analisti di Citigroup hanno selezionato con cura i 10 titoli più promettenti del nostro listino: Atlantia, Autogrill, Campari, Eni, Fiat, Gemina, Intesa Sanpaolo, Prysmian, Saipem, StM e tutte con giudizio "buy"."

Fonte: FINECO BANK

4 Comments:

  • C'è ancora qualcuno che ci quota? Però tutte queste emergenze quotidiane che saltan fuori ogni giorno, non sono affatto casuali. Ciao.

    By Blogger Nessie, at 26 novembre 2010 22:13  

  • Nessie,
    in effetti sono rimasto sorpreso anch'io, appena letto l'aspetto positivo del rapporto. E m'ha fatto piacere vedere che, a parte Intesa San Paolo che è una banca, e Gemina, che è una finanziaria, tutte le altre sono il fior fiore delle imprese multinazionali italiane sparse per il mondo, che muovono tanto lavoro, con numerosi addetti occupati, come ENI, Saipem, Prysmian, FIAT, STM, Autogrill. Esse sono comunque il vanto dell'Italia nel mondo.

    By Blogger marshall, at 26 novembre 2010 23:22  

  • Marsh, segui questo blog de Il Giornale di Marcello Foa dove ci sono dei blogger molto informati sulla finanza internazionale e le sue losche manovre:

    http://blog.ilgiornale.it/foa/

    By Blogger Nessie, at 27 novembre 2010 00:01  

  • Nessie,
    per intanto ho letto quell'altro articolo che m'hai consigliato, a riguardo di quel traditore senza scrupoli di Fini e dei suoi "34 o quanti siano", e se riesco ci scriverò un post.

    By Blogger marshall, at 27 novembre 2010 10:50  

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