marshall

sabato, dicembre 11, 2010

Quella Carta non è un vangelo

Dal blog di Elly, da questo suo post, ho scoperto che oggi ci deve essere una manifestazione per la Costituzione. Credo di intuire assai bene si tratti della solita panzanata per far trastullare nullafacenti, facendoli manifestare contro Berlusconi: èggià, perchè martedì 14 è la grande giornata del grande voto in aula parlamentare; del voto che dovrebbe liberare l'Italia dal berlusconismo! Mi sembra molto strano che nei giorni addietro, essendoci stato quel grande brutto tempo, non se ne sia addossata la colpa a Berlusconi: strano, davvero molto strano!
L'articolo di cui sopra, di Marcello Veneziani, traccia un grande spaccato dell'Italia, tra coloro che usano la parola Costituzione, ad ogni man bassa, in ogni loro discussione, anche fuori luogo, e coloro che applaudiscono al solo sentirla nominare, senza magari sapere fino in fondo cosa sia, e magari conoscendo solo il primo e più celebrato articolo, quello secondo il quale: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Marcello Veneziani, da grande intellettuale quale è (lui sì che potrebbe fregiarsi di questo titolo di grande accademico, e non tanti altri bru-bru della stampa e dei mass-media in generale), sberleffa tutti quelli che si appropriano indebitamente della parola Costituzione (magari citandola con due zz, Costituzzione, per darle maggior vigore!). Poco importa alla massa dei pecoroni che applaudono al solo sentirla citare, se poi quelli (vedi Fazio-Saviano) ne fanno un uso personalizzato, cioè ricalcato sulle proprie per me strambalate idee personali, i propri scopi personali, al solo scopo di "colpire" quelli che io definisco "pecoroni", quelli che dimostrano di non avere un proprio cervello per ragionare, e che "bevono" tutto quello che gli si propina! Dicevo che lo scopo principale di quei due, come di tanti altri che ogni tanto infilano la parola costituzione nei loro discorsi, è quella di far scattare la molla dell'applauso (quanto poco discernimento c'è tra i pecoroni!). Poco importa, dicevo, tanto a quelli interessa solo si scateni l'applauso al sentire la parola costituzione. E l'autore cita non a caso l'attore Petrolini, che aveva ben appresa tale arte.
Insomma, gran bell'articolo da leggere tutto: Quella Carta non è un vangelo.

2 Comments:

  • Più che vangelo,questa Kostituzione è un rotolo di papiro cartaginese,tanto è attuale e aggiornata,in certe parti più che da padri della patria sembra fatta da avvocaticchi azzeccagarbugli.
    Infatti,ogni volta che vien tirata in ballo,per capire quel che vuol dire,più che la korte Kostituzionale occorrerebbe interpellar le stelle o il mago Otelma.
    Come faran gli inglesi a viver senza!

    By Blogger johnny doe, at 11 dicembre 2010 22:51  

  • Johnny doe,
    infatti nel mio articolo successivo mi sono appellato all'articolo 21 della Costituzione: non si sa mai! Sai, dò del gentaglia a quei 34 o quanti siano, secondo la mia opinione personale!

    By Blogger marshall, at 11 dicembre 2010 23:43  

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