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mercoledì, marzo 03, 2010

Scenari Telecom

Secondo quanto riferito da La Repubblica, il premier Silvio Berlusconi si starebbe interessando vivamente della vicenda Telecom. Si potrebbe così aprire un piccolo spiraglio di luce per i suoi forse circa milione di piccoli azionisti.
L'abbiamo scritto tante volte dalle pagine di questo blog, nella vicenda Telecom il piccolo azionista è stato trattato come lo sventurato avventore del gioco delle tre carte, dove un mazziere senza scrupoli ha giocato sporco sulla sua pelle sfilandogli pian piano tutti i risparmi investiti in quella che doveva essere la prima e più grande pubblic company italiana, capace di garantirgli un discreto flusso di dividendi e, quel che più conta, la salvaguardia del capitale investito.
E invece...
...e invece chi avesse investito i circa 20 euro per azione, forse il massimo della sua quotazione, avvenuto forse nel 2000, e non avesse aderito all'OPA lanciata forse da Colaninno, tramite forse il veicolo Tecnost, del forse ex Gruppo Olivetti, forse 2 0 3 anni dopo, perchè fomentato dalle pagine dei giornali da Franco Bernabè, il quale consigliava vivamente di non consegnare le azioni Telecom a Colaninno perchè, diceva, il vero valore delle Telecom era ben oltre i forse 13,5 euro da lui offerti (Bernabè, in quel momento, rischiava di perdere il posto in Telecom, venendone estromesso - come poi in effetti era avvenuto, dopo quella scalata ostile di Tecnost, lanciata forse da Colaninno) in quella famosa scalata ostile. Poi, Telecom era stata riaffidata a Bernabè, quando, andatosene Colaninno e compagni di scalata, stracarichi di miliardi, non molto tempo dopo, la si scoprì super oberata di debiti (buona parte dei quali esistevano anche prima, ma si diceva che in pochi anni sarebbero stati azzerati, per cui il valore di Telecom c'era. E come se c'era, dicevano! tanto, credo, molto plausibilmente, per fuorviare, o ingannare il piccolo azionista credulone!). Ad ogni buon conto se, dicevo, quell'incauto azionista avesse aderito a quell'OPA, ora non sarebbe qui da anni a piangere sul latte versato.
Ma se non si risolve questo spinoso caso Telecom, difficilmente la borsa si riprenderà quota come nei bei tempi andati, checchè se ne dica, perchè il piccolo risparmiatore non vi metterà più un centesimo, perchè il fattore speculativo pulito e onesto non ci sarà più. Il piccolo risparmiatore starà lontano dalle borse, vedendovi sempre aria d'imbrogli (e qui parlo a titolo personale). E' forse per risolvere la spinosa questione Telecom, che si sarebbero incontrati l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, e il premier Silvio Berlusconi.

C'è in ballo lo scorporo della rete, "che sarebbe un passo obbligato e caldeggiato da Passera, azionista di peso di Telco, holding di controllo di Telecom".
L'idea, stando sempre a Repubblica, avrebbe trovato un riscontro positivo anche da parte di Silvio Berlusconi.
Tutto bene, purchè non si risolva anche questa in una ennesima fregatura per i piccoli azionisti, che, allora sì, sarebbe la mazzata finale per la borsa italiana, alla quale non crederebbero più del tutto, tagliando così il flusso degli investimenti privati nelle imprese, che, in ultima istanza, sono fonte di lavoro e di reddito per milioni di italiani.

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