marshall

lunedì, febbraio 02, 2009

Benefattori o fessi ?

Appare ora del tutto evidente che la discesa odierna delle borse, dopo l'effimero rialzo dei giorni addietro, stà a significare che nessuno ne vuol più sapere di azioni. Crisi o non crisi, vuol dire che nessuno ha più lo spirito e la voglia di impegnare tempo e risorse nel creare opportunità di lavoro. E buona parte della colpa la si deve all'eccesso di regole che sono state via via inventate. Mi chiedo infatti a cosa sono servite le liberalizzazioni degli anni addietro se poi via via, e successivamente al collocamento delle azioni sul mercato, sono state inventate regole, balzelli, divieti, ecc. e poi sono stati creati i controllori e le varie autorità del mercato, se tanto poi di fatto non ne è venuto alcun beneficio pratico ai consumatori? E ciò lo constateremo vieppiù nel tempo, quando riprenderà l'inflazione da fine anni '70, anni '80. E le aziende son fallite e falliranno scaricando le perdite sul groppone dei creditori e degli azionisti. Ma chi glielo fa fare ai risparmiatori di investire risparmi in azioni, se poi il destino di quei soldi è ormai appurato da decenni vadano a finire in niente? Una borsa nella quale se non sei guardingo e pronto a scappare, ci rimetti una vita di sudati risparmi. Mi chiedo se a un piccolo risparmiatore valga la pena tutto ciò, e sia mai valsa la pena di investire in azioni? Uno dev'essere proprio tonto, un bamba! Alla larga dalla borsa!
Ma qualcuno, a parte i risparmiatori sprovveduti, c'è che ne ha tratto vantaggi da queste situazioni, da queste creazioni di regole, controlli, regolatori e controllori - che poi alla fine non son serviti a niente - e sono tutti quegli uffici, agenzie, autority, col rispettivo staff e nugolo di dirigenti, e presidenti vari, ecc. creati di volta in volta per quelle missioni, i quali costano quel che costano alla collettività (ma soprattutto ai gonzi azionisti), ma dei quali non se ne comprendono gli effettivi benefici collettivi: che lo dimostrino coi fatti!
Di aziende collassate e che collasseranno, anche a causa di eccesso di regole, spesso inutili ai fini pratici, ce ne sono a iosa. Un elenco parziale di tali aziende lo si potrà trovare navigando nelle pagine di questo blog. Gli esempi più eclatanti di tale sfacelo sono stati, e sono Alitalia, Telecom Italia ed ora anche le varie banche ex BIN (Banche di Interesse Nazionale): Banco di Roma, Credito Italiano, Banca Commerciale Italiana. Prima si sono liberalizzate tutte quelle serie di enti e aziende, collocando le loro azioni sul mercato, poi le si sono imposte regole, divieti, lacci e lacciuoli che di fatto ne hanno ridotto il valore di partenza col quale sono state collocate. Mi chiedo se tutto ciò sia regolare e se quindi valga la pena nei secoli a venire investire in azioni? In futuro, detto francamente, chi vorrà lavoro, posti di lavoro e quantaltro, che se li inventi e se li crei. Mi rivolgo anche allo Stato, ma soprattutto ai Sindacati; ai vari Enti e Autority preposte. Lo si è visto anche ieri nel Domenica In: sanno solo parlare, chiacchierare, ma fatti niente. Aspettano che siano sempre gli altri a muoversi!
I piccoli risparmiatori, gli investitori in borsa sono stufi di fare i benefattori, senza che la loro prodigalità venga almeno riconosciuta ufficialmente come tale, creando per loro dei veri e solidi incentivi. Perchè ormai è bene se lo mettano in testa gli azionisti: chi ha dato ha dato, ed essi sono, a tutti gli effetti, i benefattori delle rispettive patrie.
O preferiscono essere chiamati fessi?

2 Comments:

  • Mah...la vedo dura, molto dura. L'unico investimento certo dicono che siano i lingotti d'oro. Ma chi si fida più a metterli in banca?

    By Blogger Nessie, at 3 febbraio 2009 14:25  

  • Nessie,
    nonostante il mio palese pessimismo di fronte alla situazione contingente, non dispero mai del fatto che il buon senso generale alla fine prevarrà. Sarà una crisi lunga, dieci o forse vent'anni (su questo sono pronto a scommeterci), ma servirà per far maturare nuove coscienze, nuovi modi vivere. Grazie alla tecnologia ci sarà più tempo libero per la gente (e questo sarà un grande vantaggio), che bisognerà trovare il modo di far loro ben impiegare.
    Quando mi ammalai, oltre otto anni fa, caddì in disperazione e depressione, perchè vedevo tutto nero davanti a me: non avevo ancora il nuovo modus vivendi. Invece, come tutti quelli che mi conoscono ora possono constatare, adesso che l'ho trovato non ne soffrò più di quell'inatteso cambiamento.
    E' solo questione di adattamento. E questa sarà una crisi lunga che necessiterà di cambiamenti epocali. Ma, alla fine, vedrai che ce la faremo! Tutti insieme!
    Ciao.

    p.s.
    Piuttosto dell'oro, un pò di terra da coltivare in proprio (per chi la può lavorare; non come me)

    By Blogger marshall, at 3 febbraio 2009 15:35  

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