marshall

domenica, novembre 30, 2008

Commemorazioni

Finalmente ce l'ho fatta.
In un suo recente post, Sarcastycon parla di una sua chiesetta preferita dove ha assistito ad una messa in latino, declamandone la bellezza del rito. Era stato durante la lettura di quel post, che mi era nato il desiderio di riassistere dal vivo ad una santa messa. E ieri ce l'ho fatta. A dire il vero, nel frattempo avevo già assistito ad una messa dal vivo, là a Ventimiglia, l'agosto trascorso, prima dell'incidente che mi costrinse a stare relegato in quella casa quasi rivierasca. E anche in quella chiesa c'è comunque una barriera architettonica che ne impedisce l'accesso in completa autonomia. Qui da me, invece, la difficoltà sarebbe ancora maggiore. Un'ampia gradinata, formata da cinque elevati scalini, senza corrimano laterali (che non c'erano fino a tre o quattro anni fa, e ora ci sono), me ne impediva l'accesso senza dover creare trambusto. Lateralmente c'è un accesso con gradini e ringhiera, ma è adatto solo a persone abili.
Ieri c'è stata una ricorrenza importante, durante la messa prefestiva, alla quale non potevo assolutamente mancare. La parte giovane della mia equipe, facendo "accurate" ricerche, ha scoperto un accesso a scivolo, posteriore alla chiesa, prendendo il quale e passando poi attraverso la sagrestia si può accedere alla chiesa, di fianco all'altare. Grande scoperta! Alla quale i miei prodi avrebbero potuto arrivare anche prima. Eh! ci voleva proprio la commemorazione dedicata a loro, per farli smuovere! Che tra l'altro, la funzione commemorativa è avvenuta sotto una pioggia scrosciante. E se vale anche per noi il detto delle spose, "sposa bagnata, sposa fortunata", sarà stata senzaltro di buon auspicio.
Ricordo ancora l'ultima volta che c'entrai, prima di ieri, nella mia chiesa.
Era la prima domenica dell'ottobre 2000, e la malattia non mi era ancora stata acccertata al centopercento; mancavano ancora la risonanaza magnetica e poi l'esame del liquor, per esserne matematicamente certi: fino ad allora poteva anche essere dell'altro.
Da casa alla chiesa ci sono meno di quattrocento metri, eppure feci una fatica tremenda a percorrerli, e quasi tragico divenne poi lo scalare quei cinque gradini senza alcun appiglio. Fu quasi un'impresa epica, alla Indiana Jones, ma per fortuna c'erano le braccia robuste di colei che mi fa compagnia da alcuni lustri.
Ma il peggio fu l'uscita di chiesa. Perchè se per salire devi avere la forza di fare le scale, in discesa devi stare molto attento a non ruzzolare, e, se non hai appigli forti, è molto facile che ciò avvenga. Non sto quindi a descrivere come avvenne la discesa e il ritorno a casa, anche perchè all'epoca non avevo ancora nessun ausilio per deambulare: avevo marciato fino a qualche anno prima. Ad ogni modo, da quel giorno decidemmo di non ripetere più quell'esperienza.

Ora, sta lentamente ricambiando tutto, da quando ho deciso di abbandonarmi alle braccia della tecnologia.

E così ho riscoperto quanto è bella la vita e ora...anche la mia chiesa. Da quando poi ho scoperto che essa è stata visitata, e forse più volte (lo dovrò accertare), da San Carlo, del quale ho letto la vita, l'apprezzo e la amo ancor di più, perchè ne ho una maggior cognizione. E a questo hanno contribuito, e le rendo grazie, le ricerche su internet e la navigazione tra i blog. Tutto questo, però, mi è stato reso possibile solo grazie alla malattia, la cui immobilità mi ha dato modo di dedicarmi a ben altro: alle materie spirituali. "Grazie" SM.

6 Comments:

  • sei un grande.
    punto.

    By Blogger LL, at 30 novembre 2008 alle ore 17:43  

  • Grazie anche a te, Luca L.

    By Blogger marshall, at 30 novembre 2008 alle ore 18:28  

  • sono veramente commosso,
    un saluto ed un abbraccio
    Sarc.

    By Anonymous Anonimo, at 1 dicembre 2008 alle ore 14:24  

  • Sarc.,
    penso che tu abbia un grande merito all'ispirazione di questo post. E ti confesso che anch'io, quando lo rileggo, mi autocommuovo.
    Pensa che ho già pronto un altro post, del solito genere, ma aspetto a pubblicarlo per non dover far spostare questo più in basso. La data di questo ha la sua importanza, e non la posso modificare per poterlo tenere in evidenza più giorni. Dovrei creare altri blog, o blog per argomenti, ma al momento non ne ho voglia nè tempo.

    Ricambio con altrettanto calore.

    By Blogger marshall, at 1 dicembre 2008 alle ore 16:29  

  • Sei una persona davvero coraggiosa. A proposito di S. Carlo, conosci la statua del San Carlone di Arona? Un caro abbraccio anche da me.

    By Blogger Nessie, at 1 dicembre 2008 alle ore 18:11  

  • Nessie,
    lo conosco e l'ho presente. E come!
    Mi ricorda anche una gran bella giornata di parecchi anni fa. Bella anche perchè vedevo per la prima volta quel San Carlo di quelle dimensioni. Era un gran bella giornata soleggiata di fine aprile: ti lascio immaginare lo spettacolo, di fronte a quella imponente statua accecante per i raggi del sole, sul fare del mezzogiorno. Mi ci fermai davanti parecchio tempo in contemplazione. Guidavo io, e i miei mi sollecitavano continuamente per riprendere l'escursione intorno al lago.
    C'è proprio di che restare a bocca aperta!

    Ciao.
    E per quanto detto nel post, non preoccupatevi. Consideratemi alla vostra stregua.
    A parte le gambe, grazie a Dio, tutto il resto funziona ancora a meraviglia.

    By Blogger marshall, at 1 dicembre 2008 alle ore 18:51  

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