marshall

mercoledì, dicembre 26, 2007

Le tipografie di Pavia, e altro - 5


Usciti dalla stazione, si passa di fianco alla statua della Minerva per accedere a Corso Cavour. Da lì, dopo poche centinaia di metri arriverete in Piazza Della Vittoria, il cuore pulsante, il centro nevralgico della città. In quella piazza scoprirete quanto sia bello vivere a Pavia. Poche centinaia di metri a destra vi troverete di fronte al Ponte Coperto: una meraviglia; se volete, potete fare una gradevole passeggiata sul Lungo Ticino. Se invece svoltate a sinistra, nel breve tragitto di poche centinaia di metri passerete davanti alla Antica e celebre Università. Quasi dirimpetto, resterete meravigliati alla vista delle Tre Torri medievali, poste nel contesto di una bella piazza ben curata. Più avanti, proseguendo verso il Castello Visconteo, passerete di fianco al Teatro Fraschini: teatro lirico, reintitolato ad uno dei più grandi tenori pavesi Gaetano Fraschini (Pavia può ora onorarsi di avere uno dei più bravi baritoni viventi, Ambrogio Maestri, insuperabile Falstaff).

All'inizio del Corso, sul lato sinistro, c'era una rinomata cartoleria. La Cartoleria Ottolina, un negozio le cui origini risalivano all'800. Era specializzata in articoli da regalo di pregevole fattura e qualità. Chi percorreva corso Cavour, non poteva ignorarla. Non era ancora esplosa l'epoca dei consumi di massa, per cui certi articoli e le novità si potevano trovare solo in negozi come questo. In quel negozio acquistai alcune penne che ora fanno parte della mia collezione: Pelikan, Ballograf, Paper Mate gold, Parker, Cross. La Ballograf, pur essendo una biro economica, aveva sfondato per due novità: aveva l'impugnatura in legno, ed era molto bombata, ciò che agevolava la scrittura a chi avesse difficoltà a tenere una penna tra le dita. Quel modello d'impugnatura ora si è molto diffuso, tanto da poter sostenere che Ballograf ha fatto scuola in questo campo. La Cartoleria era anche specializzata nella fornitura di buste, buste a sacco, carta da lettera extra strong, carta velina per copie, fogli protocollo uso bollo, blocchi notes, blocchi office agli studi notarili, agli avvocati, ai commercialisti ed agli uffici in genere che si affacciavano lungo tutta la lunghezza del Corso. Cartolerie di analoghe caratteristiche le avevo viste a Milano, in Galleria Vittorio Emanuele II (titolari erano le Sorelle Maglia), e a Monza, in via Vittorio Emanuele II (titolari, gli eredi del Cav.Loma). Tutte, erano state mie clienti e fornivo loro gli articoli testè descritti. I coniugi Ottolina erano estremamente gentili e affabili: con i clienti e i fornitori ci sapevano veramente fare. Passai in corso Cavour circa dieci anni fa, ma il negozio non c'era più; nei suoi locali era stata introdotta un'attività di altro genere che non ricordo. Proseguendo lungo corso Cavour, esso si insinua in piazza Vittoria, dalla quale fuoriesce proseguendo per breve tratto fino ad incrociare il corso di Porta Nuova. Piazza Vittoria è la più bella piazza di tutto il pavese, forse a parimerito, a seconda dei gusti personali, soltanto con la Piazza Ducale di Vigevano.
Piazza Vittoria è una piazza magica nella quale, come per incanto, si viene automaticamente traslati indietro nel tempo, di due o trecento anni. E' a pianta rettangolare con larghezza tripla , o quasi, della sua lunghezza. Il pavimento è in acciottolato del Ticino. Alla destra, entrando sulla piazza, c'è il Duomo e il bel Palazzo Vescovile, il Broletto col suo bello scalone che sà di antichità. A dominare la bella piazza, in bella vista e quasi a ridosso dei portici, si erge la possente Statua equestre del Regisole. Sulla sinistra, negozi, edifici pubblici, banche, uffici. E' in questo lato, sotto i portici, che domina la Pellicceria Annabella, dei Fratelli Ravizza. Nel decennio di cui sto parlando, essa era solita regalare il costo di un taxi a chi, proveniendo in treno dall'estero, o da regioni lontane, faceva scalo alla stazione Centrale di Milano, e poi intendeva proseguire per Pavia a bordo di un'auto. Sotto la piazza vi è un mercato coperto al quale si accede attraverso rampe di scala che si incontrano lungo la piazza. Alla sua sinistra, in una pizzeria dal nome e dalla conduzione tipicamente napoletani, consumavo spesso il pasto di mezzogiorno, assaporando la migliore pizza del pavese; non a caso mi ci recavo spesso con amici, nei fuori lavoro.

Dopo quanto scritto in questi cinque post, ciascuno può immaginare il perchè di un giovane che, essendo timido e di poche parole, all'età di 21 anni, anzichè insistere nella ricerca di un lavoro per il quale aveva studiato, spendendo i sei anni migliori della propria esistenza, opta per un'attività totalmente diversa per affrontare il proprio percorso di vita lavorativa: l'agente di commercio. La quale richiede doti e caratteristiche che, oltre alla conoscenza perfetta degli articoli e dell'azienda per la quale egli si andava a proporre, e alle quali si era preparato con sei anni di gavetta, altro non aveva.
La foto della Piazza Vittoria è di Elena B. E la visita del suo blog è consigliabile a quanti vogliano approfondire la conoscenza di questa città ammaliatrice. Anche Dante era stato "stregato" da una sua Chiesa. http://untourperpavia.blogspot.com/
(segue)

2 Comments:

  • Buone feste e felice 2008

    By Blogger BLOG NEWS, at 26 dicembre 2007 alle ore 17:00  

  • Grazie Marshall per questo affresco di una delle più belle città del Nord Italia. Ho la fortuna di studiare nella prestigiosa Università che hai citato nel post, lo trovo un ambiente davvero esaltante sotto il profilo intellettuale e gradevole anche sotto quello artistico. E' bello studiare girando per quei cortili., incontrare ragazzi e ragazze, fare discorsi,...
    Piazza della Vittoria è davvero bella, ampia, fa davvero a gara con piazza Ducale di Vigevano.
    A rileggerci
    Emanuel

    By Blogger Emanuel, at 27 dicembre 2007 alle ore 22:14  

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