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mercoledì, ottobre 05, 2011

Le balle sono tante...

Il titolo dell'articolo seguente riporta subito alla mente la pubblicità della Negroni, e del suo salame tipico cremonese, del Carosello di qualche decennio fa; un programma televisivo amato e rimpianto dai meno giovani di oggi. Il motivetto, diventato celebre, diceva: Le stelle sono tante, milioni di milioni, // La stella di Negroni vuol dire qualità.
Traslando stelle in balle, lascio ai lettori indovinare chi ritengono siano gli eventuali ballisti.
Il Giornale.it
La Rapina al Cavaliere 564.000.000 di balle
di Alessandro Sallusti

Cinquecentosessantaquattro milioni di euro sborsati per una sentenza che potrebbe contenere un trucco. Dopo il danno, la beffa. Che però non fa ride­re. I fatti. Per condannare Berlusconi a pagare la cifra record nella causa intentata da De Benedet­ti sul caso Mondadori ( l’acquisto del gruppo edi­toriale da parte di Fininvest nel 1991 dopo un braccio di ferro concluso con una spartizione) i giudici del Tribunale civile di Milano hanno fat­to riferimento a una vecchia sentenza della Cor­te costituzionale, applicando la quale, De Bene­detti avrebbe diritto al risarcimento.
Ma le cose non stanno così, anzi stanno all’esatto opposto. Proprio quella sentenza, se letta integralmente, dà infatti ragione a Berlusconi. Soltanto che i giu­dici milanesi ne hanno trascritto solo la prima parte, omettendo la seconda. In sintesi: è stato preso un precedente che non esiste, e lo si è cen­surato e distorto guarda caso su misura per puni­re Berlusconi. Un errore, una dimenticanza o qualche cosa di più?
La cosa non è sfuggita ai lega­li della Mondadori, il cui presidente, Marina Ber­lusconi, ieri ha presentato un esposto al ministro della Giustizia. Non sarebbe la prima volta che nei processi contro Berlusconi leggi e diritto vengono calpe­stati pur di raggiungere l'obiettivo della con­danna. È successo nel caso Mills (postdatazio­ne di un reato, testimoni a difesa negati), nelle inchieste di Napoli e Milano (intercettazioni te­lefoniche illegali e mancanza di competenza territoriale).
La legge insomma non sarebbe uguale per tutti. Per Berlusconi e le sue aziende i codici vengono scritti di volta in volta a secon­da della necessità. Che è sempre una: distrugge­re il premier, se è il caso azzoppando anche il suo gruppo usando sentenze sbianchettate al­la bisogna.
Ma quanto deve andare avanti questo accani­mento? Quanto dovremmo aspettare per vedere inchieste serie e super partes sugli abusi di pm e giudici? La risposta alla prima domanda è bana­­le: fino a che Silvio Berlusconi non si arrenderà. Quella alla seconda è semplice: mai. Io non so per quanto ancora il premier avrà la forza fisica, psicologica e finanziaria per resistere. L’uomo non è di quelli che si tirano indietro e infatti, a quel che mi risulta, non ha intenzione di farlo.
Me lo auguro,perché non saremo all’apicedelle nostre possibilità, aspettiamo che alcune pro­messe siano mantenute, ma mille volte meglio così che in mano a una banda di illiberali, truffa­tori e mascalzoni.

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