marshall

lunedì, dicembre 08, 2008

Sant'Ambrogio e Immacolata Concezione

Oggi, su Milano splende un magnifico sole, che accecherebbe chiunque volesse contemplarlo per più della frazione di un attimo. E così, immerso in meditazione, per più di un'ora, fino alle 10, me lo sono goduto da dietro il vetro della mia soleggiata finestra: privilegio di chi abita nei piani superiori dei palazzi più alti. E, ora che me lo sono goduto, ne ha avuto un grande giovamento anche la spasticità che m'accompagna da oltre otto anni: riesco perfino a muovermi un pochino meglio. E mentre ero esposto ai raggi del sole, pensavo ai commenti di ieri di Marcello: a quello che succede all'interno del sole, con i suoi oltre cento milioni di gradi di temperatura interna. E, pensando a questo, ho meditato sulla Fisica dei Plasmi, cui mi ha lui testè magistralmente introdotto, accendendomi la curiosità.
Ma, con questo sole, ho pensato anche alla Fiera degli "O'bei, o'bei!", poichè dalle mie finestre riesco a vedere i tetti più alti di una discreto angolo del Nord di Milano: la copertura a volta della Stazione Centrale, il Pirellone fin dai suoi piani più bassi, il grattacielo Galfa, la sommità della Torre Velasca. Unico cruccio: non riesco a vedere il Duomo di Milano, perchè il fianco di un palazzo, il cui tetto arriva solo all'altezza delle mie finestre, ma si frappone proprio nella sua direzione, me ne impedisce il godimento visivo; l'unica soddisfazione è che riesco a vedere la punta estrema della Madonnina. Madonnina della quale proprio oggi è la sua festa.
Ed è gran festa a Milano, in questi due giorni, di Sant'Ambrogio e dell'Immacolata, il cui momento clou è l'inaugurazione della stagione lirica sinfonica della Scala, tempio mondiale della musica, che avviene proprio nella serata del 7 dicembre, come da tradizione secolare. Ma vi è una festa assai più importante per le classi popolari e meno abbienti dei milanesi: è la Fiera di Sant'Ambrogio, o degli O'bei, O'bei, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, e che si svolge proprio nei dintorni della Basilica di Sant'Ambrogio (è da ritenere che le origini della fiera risalgano al secolo in cui Sant'Ambrogio era il vescovo di Milano).
Con un sole come quello di oggi è prevedibile che alla fiera ci sarà una ressa immensa. Già quando ci andavo io, diversi anni fa, e quando non c'era ancora il pienone di bancarelle degli extracomunitari, era impossibile fermarsi nelle corsie di camminamento, durante le ore centrali del giorno: oggi, quindi, a maggior ragione. Già allora, per fermarsi ci si doveva accostare ad una bancarella e fingere di ammirare o trattare l'acquisto di un qualcosa (altrimenti venivi invitato a sloggiare), altrimenti eri immerso in quel flusso incessante di folla (ecco da cosa è nata l'idea di questo post: dal Sole e dai "flussi" di plasma descritti da Marcello in quei commenti). Per le ragioni dette qui sopra, è praticamente impossibile tornare dalla Fiera degli O'bei o'bei senza aver effettuato anche un pur minimo acquisto. Ed è per questo che ogni anno c'è una vera battaglia per accaparrarsi anche il più piccolo posto dove un qualsiasi venditore di un qualsiasi prodotto voglia impiantarvi anche la propria pur piccola bancarella: chi va lì per vendere, sa di fare affari d'oro, nonostante le varie crisi economiche periodiche.

Concludendo, questo post era nato per parlare di "anomalie dei mercati", agganciato al post precedente, ma, strada facendo, è successo quel che avete letto. Ad una prossima puntata, quindi, per quel che avevo in mente.
Immagine sopra: foto d'archivio Google di una affollata via di Milano, dove si svolge la fiera degli O'bei O'bei.

5 Comments:

  • Marshall
    ti dirò i mercatini dell'antiquariato (antiquariato si fa per dire perché poi c'è di tutto) mi piacciono e a volte ho trovato degli oggetti interessanti, specie libri vecchi non facilmente reperibili nelle comuni librerie.
    Per quanto riguarda il plasma potrei fare un post riepilogativo, in quanto l'argomento è molto diffuso, anche su internet.Magari posso fare un pezzo di colore sulla mia partecipazione giovanile, al seguito di mio padre,ad una delle prime conferenze, che si tenevano a Ginevra, sull'"atomo per la pace". A quel tempo(anni 50/60) la parola pace aveva ancora il suo pieno significato originale e non quello sputtanato di oggi.
    Si trattava di studiare e sviluppare applicazioni nucleari al fine di produrre, industrialmente,energia elettrica a favore dello sviluppo di tutti i paesi.
    Dato il congruo numero di anni che sono trascorsi(sigh)devo fare mente locale,anche perché a Ginevra sono stato varie volte e non vorrei confondermi.
    ci penserò
    ciao
    sarc.

    By Anonymous Anonimo, at 9 dicembre 2008 alle ore 09:51  

  • Sarc.,
    rispondo intanto all'ultima parte del tuo commento, dove scherzi sulla tua età. Ma sapessi quanti giovani sono assai più vecchi di quel che pensi di essere tu!: basta guardare le tue vignette che, attraverso una satira studiata e intelligente, sanno diffondere chiari concetti uniti a tanta allegria. Consolati, quindi, per la tua giovanilità attempata, e non fartene un cruccio più di tanto: ci sono altri, sulla tua stessa barca :-). E, credimi, vi è una moltitudine di giovani che vorrebbero imitare la tua capacità creativa, che vorrebbero apprendere la tua arte del viver "lieto"!

    E dopo questa " velata sviolinata" ti pregheremmo di raccontaci aneddoti sulla tua esperienza ginevrina. Di quando andavi al seguito di tuo Padre a quei seriosi convegni (sono sicuro che, oltre ad argomenti altamente scientifici, trovresti il modo di allietarci con qualche curioso aneddoto). Sono certo che sarebbero belle esperienze da far conoscere; in particolare, quelle sulle conferenze per l' "atomo della pace" (ne sentivo parlare, ma non ero mai entrato in quelle questioni. Nemmeno dal punto di vista politico, che è l'aspetto che forse a molti premerebbe di conoscere di più).

    Forse ti sto chiedendo troppo: Fisica dei Plasmi, Ginevra, Conferenze. Fai una tua scaletta preferita e, se credi di poterlo fare, inizia da dove credi.

    Per ora, ciao.

    By Blogger marshall, at 9 dicembre 2008 alle ore 11:03  

  • Nessuno vuole eliminare una radicata tradizione ambrosiana come la Fiera degli Oh Bej Oh Bej, ma non mi va bene il ricatto e l'illegalità che diviene costume scostumato degli "abusivi" (puntualmente supportati dai Centri sociali) che ricattano la Giunta e paralizzano la città coi blocchi della circolazione solo per rivendicare il diritto a esserci senza aver chiesto il permesso in comune. La Moratti e De Corato hanno gestito penosamente questa cosa.

    By Blogger Nessie, at 9 dicembre 2008 alle ore 12:37  

  • La ringrazio per Blog intiresny

    By Anonymous Anonimo, at 9 novembre 2009 alle ore 12:13  

  • La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

    By Anonymous Anonimo, at 9 novembre 2009 alle ore 12:15  

Posta un commento

<< Home


 

Heracleum blog & web tools