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domenica, marzo 24, 2013

Un sogno premonitore

 
Non sognavo più da molto tempo, e questa notte finalmente ne ho fatto uno. Ero su un canale televisivo Rai e seduti attorno ad un tavolo, tipo quello di In Onda, c'erano vari personaggi, tra i quali vedevo chiaramente la presenza di Vittorio Sgarbi. Nel sogno non avevo avuto l'indicazione di che genere di programma fosse, ma avevo avuto il presentimento che si sarebbe dovuto parlare delle questioni che stanno tenendo sotto scacco l'Italia. E mi parse di capire che non fosse nemmeno un dibattito culturale, ma quasi un programma a quiz. Fatto sta che il conduttore, rivolto ad uno degli ospiti, lo incalzava per la sua amicizia con Berlusconi, e per i tanti soldi che aveva preso da Mediaset, per le partecipazioni o conduzioni dei suoi programmi; e poi a tempestarlo con la legge sull'ineleggibilità del 1957, e sulla questione morale. Colpo di scena, a quel punto Sgarbi, che dalle facce disgustate che faceva, dava chiaramente ad intendendere che non era d'accordo sulla piega che aveva preso il programma, si alza e dice: "Me ne vado. Non ho più intenzione di rimanere in questo programma dove, anzichè parlare dei problemi reali che ha l'Italia in questo momento, si perde tempo a cincischiare o per parlare di incandidadibilità, impresentabilità, ineleggibilità, e questioni morali. Vi saluto e me ne vado". A quel punto tutti a cercare di trattenerlo per convincerlo a restare, ma invano. Il programma a quel punto fu interrotto; fu cancellato dalla scaletta dei programmi; il conduttore venne licenziato in tronco e il canone Rai venne abolito per una sollevazione popolare.      

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