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venerdì, aprile 13, 2012

Scontro Fiat - Fiom


E se FIAT se ne và dall'Italia?

Così commenterei il fatto di oggi, che ha visto contrapposte Fiat e Fiom sul piano giuridico sulle rappresentanze sindacali, tenuto conto dei recenti contratti aziendali.

Oggi i Tribunali di Napoli e di Lecce hanno dato interpretazioni diametralmente opposte su una medesima questione, al che un portavoce dell'azienda ha dichiarato in una nota che "le pronunce di oggi sono un'ulteriore conferma che la Fiat sta operando in un contesto che non assicura certezze giuridiche indispensabili per lo svolgimento delle proprie attività" .

"I due tribunali si sono espressi in maniera diametralmente opposta su una norma di legge inequivocabilmente chiara come l'art. 19 dello Statuto dei lavoratori, che non prevede rappresentanza per i sindacati non firmatari degli accordi", ha detto ancora il portavoce Fiat stigmatizzando "l'obiettività" della dichiarazione del segretario Fiom, Maurizio Landini, segretario della Fiom, che "esalta" la sentenza del Tribunale di Napoli, a loro favorevole, ignorando però completamente la sentenza del Giudice di Lecce, favorevole alla Fiat.

Dopo gli accordi aziendali, firmati solo dagli altri sindacati, la Fiom e' stata esclusa dalle rappresentanze sindacali nei siti del gruppo, e questa la dice lunga sulla loro abusiva intrommissione nelle questioni che insorgono tra dipendenti e azienda. 

In questa situazione una cosa è certa: se Marchionne si adira e lascia l'Italia, avrebbe ragioni a suo favore per farlo. Landini, autoesclusosi dalla firma dei contratti, ha citato la Fiat nei tribunali italiani delle zone in cui la Fiat e' presente, per violazione dei diritti sindacali.

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Libera interpretazione dell'articolo di Gianni Montani, apparso stasera su Reuters.

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