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sabato, dicembre 26, 2009

Un duo, quasi trio, di furbacchioni

L'ultimo post di Sarcastycon fa pensare ad un trio di furbacchioni. Un trio che ha trovato modo di far soldi, sfruttando la satira in modo maldestro, e affinandosi nell'arte dello "sputtanamento"; come adesso sembra abbia imparato a fare anche il capostipite dei tre. Che bisogno c'era di tirare in ballo un'intervista del 1991, per scrivere un altro libro su Berlusconi? Già ne ho uno della Baldini Castoldi Dalai, edito l'anno scorso, che, dopo averne letta qualche pagina, l'ho buttato da qualche parte perchè mi era sembrata la solita solfa. Se è per quello, anch'io conosco un aneddoto del presidente Berlusconi, riferito agli anni '80, di quando faceva l'imprenditore a tempo strapieno e curava personalmente tutti gli acquisti di Euromercato, che all'epoca faceva parte del gruppo Standa: l'ho già raccontato in altro post, e non ritorno sull'argomento. Ad ogni modo credo che i tre abbiano trovato la maniera di far soldi puntando sull'ingenuità popolare: un modo per fare lauti guadagni col minimo sforzo: e intanto i gonzi li stanno ad ascoltare e prendono le loro gag e le loro parole come oro colato. Ho incluso anche il capo famiglia, in quello che prima era solo un duo, perchè stando all'articolo di Antonio Selvatici, pubblicato da Sarcastycon, assieme alla sua vignetta satirica, pare che anche il padre si stia adeguando all'andazzo dei figli. Beninteso, però, che, dei tre, sarei propenso a salvare almeno il figlio, perchè sa essere veramente esilarante, soprattutto quando prende di mira anche altri personaggi pubblici, che non sono il solito Berlusconi. Nelle gag del fratello vi è una certa originalità e "decenza", mentre quelle della sorella sembra si basino solo sullo "sputtanamento", e su false credenze popolari (che ormai non sono più quelle della maggioranza). Insomma, nelle sue gag c'è ben poco di artistico, di originale: è meglio che Rai, Mediaset, o altri, si basino d'ora in poi su altri artisti (ne ho vista una brava, romanesca, anche se non più giovanissima, su Rai1, il pomeriggio della vigilia di Natale). Quanto al libro di 600 pagine, scritto dal padre dei due, credo sia un mattone, come quello dell'allora segretario dei DS, libro che mi regalarono e che usai come ferma porte, finchè non lo buttai al macero perchè troppo sgualcito.

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