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lunedì, marzo 16, 2015

La vana rincorsa del PIL al DEBITO

A gennaio, in un solo mese, il debito pubblico italiano (Il Fatto Quotidiano) è cresciuto di ben 31 miliardi rispetto a dicembre, arrivando alla cifra stratosferica di 2.166 miliardi di euro, a soli 2 miliardi dal massimo storico registrato nel luglio dello scorso anno. In gennaio anche l'attività industriale ha registrato un inatteso calo.
Se nonostante l'eliminazione del maggior ostacolo per l'assunzione di nuovo organico, il famigerato art.18, e l'invenzione di nuove tasse, volte a far abbassare il rapporto DEBITO/PIL, questo non diminuisce, e anzi il debito pubblico aumenta, anziché diminuire, rendendo vana a tale scopo la rincorsa dello stesso PIL sul DEBITO, una ragione plausibile ci dovrà pure essere. Una di queste credo sia quella che nessuno straniero saggio abbia intenzione di rischiare, andando ad investire in un paese dove sa che - passato il periodo iniziale, durante il quale le start up vengono coccolate ed aiutate nel pagare meno tasse possibili - a regime avrà a che fare con un socio esoso, che, in cambio di poco, gli succhierà  il 65% di quanto sarà riuscito a guadagnare.
Sono finiti i tempi in cui Ferrari, Barilla, Ferrero, Brugola, e tanti altri, mettevano a disposizione il proprio ingegno, la propria voglia di fare, per contribuire a mantenere alta la bandiera del Made in Italy.

2 Comments:

  • Chi produce alimenta con le tasse il perverso sistema della spesa pubblica. Se fosse possibile smettere di produrre, avendo accumulato abbastanza per vivere bene, gli spendaccioni che usano i nostri soldi depredandoci con le tasse come farebbero ?

    By Blogger Massimo, at 17 marzo 2015 alle ore 06:40  

  • Massimo, complimenti, su questo punto la pensiamo allo stesso modo.

    By Blogger marshall, at 21 marzo 2015 alle ore 10:38  

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