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domenica, settembre 06, 2009

Vitali, Bellano e le filande


[Orrido di Bellano, agosto 2009]


Nel fare ricerche sugli antichi opifici, mi ero imbattuto in una delle tre più grandi filande della Lombardia, quella dei Fratelli Gavazzi, le cui radici storiche si ritrovano in quel di Canzo, agli inizi del XVII secolo. I Fratelli Gavazzi, fondatori della dinastia, che ne avevano ritirato l'attività, in un momento di stanca, decidendo di proseguirla e migliorarla, avevano trovato che le cascate, a volte impetuose, del fiume Pioverna, il fiume che divide in due la città di Bellano, ben si addicevano al loro progetto industriale. Fu così che, nei primi anni del 1800, a Bellano, misero le radici di quello che sarebbe diventato uno dei più grandi opifici serici d'Italia. Il fiume che attraversa la bella cittadina turistica, permise loro di ideare, progettare, inventare macchinari azionati da quei salti d'acqua rigogliosi.

Come dicevo, era stato digitando "filanda, Bellano", o similari, che mi ero imbattuto in Andrea Vitali, il medico-scrittore di Bellano. La cerimonia di premiazione del Premio Strega, del 2 luglio scorso - dove Vitali arrivò quinto, e durante la quale Paola Gassman lesse un brano dal romanzo "Almeno il cappello", dove è citata Bellano con la sua costituenda banda musicale, la quale, nei giorni festivi, accoglieva i turisti che scendevano dal battello - ha fatto il resto.

Ieri sera, 5 settembre, poi, a sorpresa, su Rai1, alla cerimonia di premiazione del Premio Campiello, da Venezia, condotto da Bruno Vespa, Andrea Vitali si è classificato terzo, con lo stesso libro, totalizzando 57 voti su 285: un bel punteggio.

A quelli che mi chiedono cosa c'entri Vitali, un romanziere, in un blog che, stando alle premesse, dovrebbe occuparsi di economia, spiego l'arcano. Dal 2 luglio, perchè prima non sapevo nemmeno chi fosse Andrea Vitali, ho letto quasi tutti i suoi romanzi, andando alla ricerca e soffermandomi su fatti, notizie, avvenimenti riguardanti la Filanda Gavazzi e il Cotonificio Cantoni, entrambe di Bellano. E in tutti i suoi romanzi ho finora trovato citazioni di avvenimenti, fatti storici, notizie rigurdanti la mia ricerca. Scritti che, ovviamente, necessitano di riscontri. Come quella riguardante l'ideazione, e relativa produzione, nel 1922, di un macchinario che serviva a disfare i bozzoli, lavoro sino allora eseguito manualmente. Questo brano, che appare all'inizio del romanzo "Una finestra vistalago", è un fatto storico vero: mi è stato confermato dall'autore del romanzo, da me intervistato durante un incontro, del tutto casuale, avvenuto sulle rive del lago di Como, durante lo scorso mese d'agosto.

(segue)

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