marshall

sabato, gennaio 02, 2016

Un pensiero di Dacia Maraini su Facebook

Su Facebook, affiancata dalla sua immagine con al collo il fazzolettino azzurro, sta circolando una frase di Dacia Maraini sul berlusconismo: 


“Il berlusconismo è la più grande catastrofe culturale del nostro tempo. Forse anche peggio  del fascismo, perché più subdolo e sotterraneo, perché seduttivo e apparentemente vincente. Il berlusconismo ha introdotto la cultura di mercato, quella in cui tutto si compra e si vende, dai senatori alle minorenni”.


Non ho resistito alla scempiaggine di questa frase, e così sono andato a ripescare la lettera aperta che Nessie le aveva scritto nel 2007. L'ho linkata su Facebook e la ripropongo sul blog per le idee, la chiarezza e la  franchezza con cui Nessie aveva affrontato temi di grande attualità in quel momento. Temi che sono diventati d'attualità molto più stringente ai nostri giorni.  

"""09 Novembre 2007

Lettera aperta a Dacia Maraini

Signora Dacia Maraini,
ho notato che la sua rubrica "Il sale nella coda" sul Corriere compare sempre nei momenti topici peggiori per le donne e per l'umanità tutta. Ed è comparsa, puntuale, anche questa volta, nella tragica occasione della morte di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto con il suo pezzo "La caccia allo straniero e l'esempio (cattivo) offerto dagli Italiani" di martedi 6 novembre. Lei parla con un certo sussiego a nome di tutte le donne, senza averne alcuna rappresentatività. E parla (anzi, scrive) per far loro accettare lo status quo della sua political correctness e di quella mordacchia preventiva ideologica progressista, cui è usa. Perché? La sua vocina flebile flebile e perbenino, così come perbenino è la sua sciarpina annodata al collo, modello aristocratica della Rivoluzione Francese, lei la fa sentire solo nei momenti di cataclisma, di apocalisse. Impassibile come una mirata macchina da guerra di propaganda, ma dal rassicurante aspetto di serena colombella. Ricorda l'invettiva della Fallaci dal titolo "La Rabbia e l'Orgoglio" pubblicata in formato lenzuolo sul Corriere? Ebbene con quella sua scrittura un po' così, assai dabbene, lei ebbe il coraggio di sfidare un cavallo di razza come l'Oriana nazionale riversando la sua irenica lenzuolata di replica sul Corsera, a proposito di un mondo che vorrebbe placato e affratellato nonché privo di "scontri di civiltà". E questo l'indomani di quel tragico 11/9.
"Cicala di lusso", la battezzò in quel frangente Oriana nostra. Ma lei non se ne stette e seguitò a frinire ancora con fatua e salottiera civetteria. Lo fece nuovamente l'indomani dello sgozzamento di Hina Salem, e in quel frangente io le inviai un'altra missiva qui. Certo, lei è famosa e ha molti lettori, mentre io ne avrò giusto una trentina. Ma voi firme note, siete assai spesso scollegate dalla realtà e del tutto autoreferenziali. Come autoreferenziali furono e sono le sue amiche femministe che occupano posti all'ONU, nelle Ong, Onlus, nei sindacati, nell'UNICEF, nell'UNESCO, nell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e ovviamente nei partiti della sinistra.


In occasione della morte di Hina straziata da 28 coltellate e col volto rivolto alla Mecca dopo una approssimativa sepoltura, lei non ebbe nulla di meglio che asserire che anche i siciliani commettevano delitti d'onore 50 anni fa. Che è un po' la stessa versione di Giuliano Amato e di sua nonnna col fazzeletto in testa alla "siculo-pachistana". Molti lettori leggendo il suo pezzo rimasero esterrefatti. Ma come? Invece di prendere le parti della vittima trucidata dai parenti, costei si mette a pontificare in favore dell'Islam e a fare bla bla bla sul fatto che non si deve "generalizzare", "criminalizzare una religione", "demonizzare", e via coi luogocomunismi più triti... Non me ne capacitavo...Ma soprattutto non mi capacitavo che non fosse idonea a dire o fare nemmeno "qualcosa di sinistra" nel modo coerente in cui i vostri seguaci si aspetterebbero. E non se ne capacitava nemmeno la grande Oriana sul perché le femministe tacciano, si mostrino islamosuccubi e subordinate al tribalismo fondamentalista, invece che ribelli e in antagonismo verso il medesimo. Ora vedo che ripete lo stesso errore. Il Corrriere gliene dà facoltà. Una donna ha subito un ratto. Sì, uso il termine antico delle tribù rivali, come quello delle Sabine. O come il Ratto di Persefone trascinata agli Inferi da Plutone. E dopo essere stata borseggiata, aggredita forse stuprata, è stata ammazzata e dilaniata orrendamente. In ogni caso la sua resistenza e riluttanza all'aggressore le è costata la vita. E lei cosa scrive? Che il malcontento è esploso con furore, e che tutto questo farebbe pensare a un'Italia con una società virtuosa esente da crimini, ma che invece il nostro paese è stato testimone dei fatti più raccapriccianti come "quel giovane che ha seviziato tre nipotini, maschi e femmine". O come gli amanti e i mariti che uccidono le loro donne a coltellate buttandole nei cassonetti dell'immondizia.


Signora Maraini, perché offre un così comodo alibi giustificativo a chi viene nel nostro paese senza documenti, occupa terreni abusivamente, sfonda case disabitate per installarsi sfrattando i poveretti che ci sono già, ruba, si ubriaca, stupra, uccide e borseggia? E perchè conclude scrivendo che il nostro è un paese i cui esempi non sono dei migliori, dove a nostra volta si ruba, si uccide, si delinque, epperciò non sarebbe moralmente autorizzato a respingere gli altri? Bene, signora, allora mi trovi lei una specie di Città del Sole di campanelliana memoria, un Shangri-là dove non esistono delitti né pene, perché io non ne conosco. Dove si danno solo esempi edificanti tali da giustificare migrazioni massicce con gente bennata e benintenzionata in cerca dell'Eldorado, da accogliere a braccia aperte e senza fiatare. Nelle carceri tedesche, inglesi, americane, francesi, danesi ecc. esistono ladri delinquenti, assassini, violentatori e perfino pedofili autoctoni. Ma mi spiega perché nonostante in molti stati della Ue, abbiano galere in buono stato e una giustizia che funziona meglio della nostra (ci vuole poco), hanno chiesto e ottenuto due anni di moratoria per integrare tutta quest'onda anomala proveniente dalla Transilvania? E mi esplicita come mai per voi femministe il mostro è sempre domestico, lo stupratore è un marito o un fidanzato, e il toccaccione molesto dalla lubrica palpata è solo quel "porco" del vostro collega d'ufficio? Mentre per tutti questi disperati, alcuni dei quali con facce da spavento, provenienti da aree lontane officiate un processo di santificazione e di beatificazione dello stupro?



L'antagonismo femminista è solo contro l'occidente, contro il proprio paese e contro se stesse
Mi ci sono lambiccata tanto e alla fine ho trovato alcune risposte. Non tutte mi soddisfacevano però. Vivendiere rosse dei partiti si sinistra, siete subordinate alla ragion politica tracciata dai vostri maschi, si diceva. Ma non basta. Avete le terga al caldo nei vostri posti dorati e scranni da "quote rosa" nelle istituzioni, nei mainstreams, perciò non volete rischiare la conflittualità con l'islam radicale. Ma non basta . Avete nel DNA il terzomondismo sinistrese perciò siete giustificazioniste coi transfughi di altre zone più arretrate del mondo. Ma non basta ancora.
Alla fine sì, ho trovato la risposta al vostro collateralismo nei confronti dell'islam fondamentalista, dell'immigrazionismo e dei dannati della terra.


Voi odiate la terra che vi ha generato, la vostra patria e la vostra cultura. Voi avete spezzato i vincoli con la Madre (parola che viene da mater=materia) da cui tutti i viventi provengono, negandovi a vostra volta, la possibilità di essere madri, di essere mogli. Voi avete sostituito il termine "moglie" e "sposa", col termine "compagna"; il termine "marito", con "compagno", proprio secondo i dettami delle élites comuniste e socialiste delle varie Internazionali. Voi avete sostituito i figli coi viaggi, il lavoro, la carriera, gli amici. E se questi figli ci sono, sono degli "amici paritetici" e non degli esseri in divenire che necessitano di una vera educazioone e formazione nel rispetto dei reciproci ruoli. Voi odiate il Cristianesimo e la Chiesa con cui siete perennemente in guerra e la vorreste irrilevante e silente sui temi etici. Voi avete trasferito la lotta di classe all'interno della lotta tra i sessi, spezzando il vincolo della famiglia, primo nucleo di quella proprietà privata che avete sempre combattuto. Voi avete svirilizzato perfino i vostri cosiddetti compagni o partner (termine che si addice ad un socio commerciale). E ora che la nostra società è aggredita e non ci sono più uomini veri in grado di difenderla, nemmeno tra i poliziotti, non vi sentite un po' in colpa? E del resto nel vostro mondo "unisex", "androgino" "neutro" e/o transgender o al di là dei generi, fatto di intercambiabilità di ruoli, vi rifiutate perfino di vedere che ci sono aggressori e scontri di civiltà. Sognate una società perfetta, irenica e iridata come le vostre futili bandiere della pace. Ma ogni utopia sottintende una coercizione. E voi siete parte integrante di questa coercizione secondo cui chi ruba, stupra e delinque dev' essere perdonato e non sanzionato, se proviene da mondi lontani dove è possibile quell' inclusione, che dichiarate ai quattro venti sulla stampa in cui scrivete, essere doverosa e obbligatoria qui da noi. Viceversa, se è un connazionale a sgarrare, dev'essere messo alla gogna permanente per molto meno. Se è un padre che sbaglia, gli si devono strappare i figli e non farglieli mai più vedere. E magari gli si deve scucire tutto il denaro possibile fino a renderlo una sorta di paria nella vana ricerca di una giustizia che non c'è. Con una mascolinità ridotta così male in arnese fatta di "mammi" "teneri", "dolci", "cambiapannolini" (parolette vibranti che vi piacciono tanto), come potremmo far fronte alle emergenze che ci sovrastano?


Se il maschio che cercate di soffocare non c'è, allora per procreare potrete sempre consolarvi con la fecondazione in vitro e la manipolazione dell'embrione, no? O mettere insieme un bel DICO con genitore A e genitore B, non importa di che sesso. In Scozia già avviene ed è vietato perfino scrivere MAMMA e PAPA' sui documenti sanitari. Per concludere, il vostro è un pensiero atomistico e frammentario fatto di "donne-tutte-sole" (titolo di un celebre film di Paul Mazursky) e "donne a una dimensione", dove "Io sono mia" (titolo di un altro filmucolo-manifesto tratto da un suo best seller del '77 a cui lei ha collaborato insieme ad una troupe di mediocri femministe). Ma non è la verità.


Una donna esiste anche in relazione ai suoi affetti e al suo entourage. Altrettanto dicasi per l'uomo. Nessun uomo né donna è "un'isola". Insieme formano una società e una nazione che dovrebbe mettere al primo posto il diritto a vivere in sicurezza. Un Paese volto a salvaguardare l' incolumità dei suoi cittadini. Se poi ci sono mele marce anche da noi, in famiglie, case e coppie, sarà affare di un vero stato di diritto, sanzionare con fermezza i reati. E con questo rispondo al quesito finale di quel suo articolo basato su un improbabile ecumenismo irideo (Se non siamo capaci di dare un esempio in casa, come possiamo chiedere agli ospiti di osservare le regole di civiltà che per primi non rispettiamo?). Risposta: non esiste il Paese perfetto, la casa perfetta e la famiglia perfetta. Ma esiste la volontà di volerli difendere e migliorare, signora mia. E stabilire una volta per tutte chi siamo NOI e chi sono GLI ALTRI. """

Nessie

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